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DiversaMente

Michele Pacciano

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L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

La notizia è di quelle che squartano il cuore, ma dopo un giorno è già dimenticata. Forse è solo un meccanismo di difesa.

A Pavia un anziano pensionato uccide il figlio autistico di 50 anni, poi si toglie la vita. Per me non è nulla di nuovo, non imputo tutto alla disperazione, sarebbe troppo facile, troppo semplice in una realtà troppo complessa che si chiama Handicap e genera drammi nascosti, magari chiusi e rimbalzanti tra le mura di casa.

Anni fa un vecchio maestro mi disse che, in prossimità della fine, si sarebbe avvelenato insieme al figlio spastico gravissimo. A pochi mesi dall'approvazione della legge sul dopo di noi previsioni non hanno ancora dato i regolamenti attuativi e le associazioni brancolano quasi nel buio dove tutto è lasciato al volontarismo dei singoli. Qual è la situazione in Puglia? Da noi una famiglia su 3 deve fare i conti con un parente disabile. I genitori si sentono soli e abbandonati, quando il dramma ricade su sorelle o fratelli, spesso l'ultima spiaggia è l'Istituto dov'è il soggetto, nonostante strutture di eccellenza, rischia la depressione e la regressione delle proprie patologie. Per fare della legge e una buona legge bisogna calarla nelle fattispecie di caso concreto. Come si sta muovendo il presidente Emiliano? È un politico accorto, speriamo che in Puglia non si verifichi un caso analogo a quello della Lombardia. La retorica il buonismo politicamente corretto non pagano più. La disperazione si combatte con la prevenzione e con l'organizzazione. Noi disabili combattiamo la vita ogni giorno e questo può essere anche stimolante. Non voglio handicappati arrabbiati accartocciati su se stessi, ma le istituzioni ci vengano incontro.

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