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Domenica 22 Ottobre 2017 | 08:33

L'inchiesta sui veleni

Taranto, le mail all'Ilva
che inguaiano Cementir

Per gli inquirenti i manager sapevano della loppa contaminata

Taranto, le mail all'Ilva  che inguaiano Cementir

La fabbrica della Cementir

di FRANCESCO CASULA

TARANTO - Sono le mail inviate all’Ilva che inguaiano i dirigenti di Cementir Italia e per gli inquirenti dimostrano che i vertici dell’azienda, all’epoca di proprietà del gruppo Caltagirone, erano pienamente consapevoli della contaminazione della loppa con altri corpi estranei. Missive nelle quali i vertici del cementificio di Taranto lamentano una massiccia presenza di impurità nella loppa.

Nelle tre comunicazioni, inviate nei primi mesi del 2014, i dirigenti di Cementir affermano che la pessima qualità della loppa avrebbe persino danneggiato alcune parti dell’impianto e interrotto il ciclo produttivo. Ai vertici dell’Ilva chiedono di risolvere la questione, ma la fornitura di loppa non si interrompe. Anche questo, per i pubblici ministeri Alessio Coccioli e Lanfranco Marazia, certifica la consapevolezza dei dirigenti di Cementir: l’acquisto di loppa a un costo irrisorio rispetto alle quotazioni del mercato.

Differente, invece, è la questione riguardante la fornitura di ceneri leggere dalla centrale elettrica «Federico II» di Brindisi.

L'articolo completo sull'edizione odierna della Gazzetta.

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Commenti all'articolo

  • Marco R.

    Marco R.

    30 Settembre 2017 - 12:12

    Quanto ci vuole ancora per capire definitivamente e ufficialmente che Ilva, Enel Cerano e altre industrie pesanti hanno fatto più male che bene alla Puglia? Hanno devastato un territorio facendo enormi profitti, con l'elemosina dei posti di lavoro che metteva a tacere tutto. La Puglia deve svegliarsi e pretendere che chi ha ucciso e distrutto deve pagare, bonificare tutto e andare via per sempre.

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