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Taranto, le mail all'Ilva
che inguaiano Cementir

Taranto, le mail all'Ilva
che inguaiano Cementir

Taranto, le mail all'Ilva
che inguaiano Cementir

 
Taranto, le mail all'Ilva  che inguaiano Cementir

La fabbrica della Cementir

Per gli inquirenti i manager sapevano della loppa contaminata

Sabato 30 Settembre 2017, 09:32

di FRANCESCO CASULA

TARANTO - Sono le mail inviate all’Ilva che inguaiano i dirigenti di Cementir Italia e per gli inquirenti dimostrano che i vertici dell’azienda, all’epoca di proprietà del gruppo Caltagirone, erano pienamente consapevoli della contaminazione della loppa con altri corpi estranei. Missive nelle quali i vertici del cementificio di Taranto lamentano una massiccia presenza di impurità nella loppa.

Nelle tre comunicazioni, inviate nei primi mesi del 2014, i dirigenti di Cementir affermano che la pessima qualità della loppa avrebbe persino danneggiato alcune parti dell’impianto e interrotto il ciclo produttivo. Ai vertici dell’Ilva chiedono di risolvere la questione, ma la fornitura di loppa non si interrompe. Anche questo, per i pubblici ministeri Alessio Coccioli e Lanfranco Marazia, certifica la consapevolezza dei dirigenti di Cementir: l’acquisto di loppa a un costo irrisorio rispetto alle quotazioni del mercato.

Differente, invece, è la questione riguardante la fornitura di ceneri leggere dalla centrale elettrica «Federico II» di Brindisi.

L'articolo completo sull'edizione odierna della Gazzetta.

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