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Taranto, ottobre senza stipendio per 160 lavoratori della Fondazione Cittadella della Carità

Taranto, ottobre senza stipendio per 160 lavoratori della Fondazione Cittadella della Carità

Taranto, ottobre senza stipendio per 160 lavoratori della Fondazione Cittadella della Carità

 
Redazione online

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Taranto, ottobre senza stipendio per 160 lavoratori della Fondazione Cittadella della Carità

E’ quanto riferisce il segretario generale della Uil Fpl Taranto e regionale, Emiliano Messina, in merito alla vertenza dei lavoratori dell’ente morale che al quartiere Paolo VI ospita una clinica, una Rsa e un poliambulatorio

Lunedì 10 Ottobre 2022, 18:30

TARANTO - «I lavoratori della Fondazione Cittadella della Carità nel mese di ottobre non hanno ricevuto la retribuzione corrente. Sono a rischio anche le transazioni individuali sottoscritte con i lavoratori tese a dilazionare l'importante arretrato. Il mancato rispetto dell’accordo ne determina la decadenza e rende liberi i lavoratori di presentare i decreti ingiuntivi».

E’ quanto riferisce il segretario generale della Uil Fpl Taranto e regionale, Emiliano Messina, in merito alla vertenza dei lavoratori della Cittadella della Carità, l’ente morale che all’interno della struttura del quartiere Paolo VI di Taranto ospita una clinica, una Rsa e un poliambulatorio. In ballo c'è la situazione economica di 160 lavoratori.

«Il futuro della Cittadella della Carità - aggiunge Messina - resta nebuloso, il Management non fornisce riposte chiare e trasparenti. Quale futuro per la Fondazione e per i lavoratori? Dove stiamo andando? Tutti interrogativi che come Uil Fpl presentiamo a chi ha nominato il Consiglio di amministrazione, ovvero all’arcivescovo di Taranto». Secondo il sindacalista, «la Curia non può rimanere silente ed estranea a quanto sta accadendo. Adesso basta, sarà mobilitazione. Vogliamo dati certi sui conti della Fondazione, vogliamo sapere se la Fondazione è in regola con i contributi Inps e se versa regolarmente l’Irpef, vogliamo conoscere la situazione debitoria nei confronti dei fornitori».

Dopo «la chiusura - conclude Messina - del servizio mensa, i lavoratori sono privi anche dei buoni pasto nonostante gli annunci del presidente nell’ultimo incontro sindacale. In assenza di risposte sarà sit-in di protesta sotto l’Arcivescovado. Chiederemo di essere ricevuti direttamente da monsignor Filippo Santoro».

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