Lunedì 03 Ottobre 2022 | 14:17

In Puglia e Basilicata

I NODI DELL'ACCIAIO

Decreto «Aiuti bis» all'ex Ilva di Taranto, i sindacati scrivono al ministro

Decreto «Aiuti bis» all'ex Ilva di Taranto, i sindacati scrivono al ministro

L'ex stabilimento Ilva di Taranto

Fim, Fiom e Uilm si rivolgono a Giorgetti: «Chiarire obiettivi industriali e occupazionali»

18 Agosto 2022

Maristella Massari

I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm Roberto Benaglia, Michele De Palma e Roco Palombella hanno inviato una lettera a Invitalia e al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti per richiedere un incontro e avere chiarimenti in merito alle caratteristiche, modalità e tempistiche della norma del Decreto Legge «Aiuti Bis» che prevede un aumento di capitale fino a un miliardo da parte di Invitalia a beneficio di Acciaierie d’Italia. «Riteniamo - scrivono i segretari generali dei metalmeccanici -, che questo ulteriore e importante provvedimento del Governo non possa essere gestito in maniera unilaterale dal management di Acciaierie e che debba impegnare la stessa su precisi obiettivi industriali e occupazionali».

«Ora che il Governo ha realizzato quanto annunciato nell’incontro con tutte le parti sociali del 3 agosto al Mise, abbiamo bisogno non solo di conoscere entità e forma del finanziamento, ma che lo stesso sia indirizzato al rilancio effettivo della gestione industriale e a migliorare la gestione dell’occupazione». Hanno specificato ulteriormente Roberto Benaglia, segretario generale Fim, Cisl e Valerio D’Alò della segreteria nazionale con delega alla siderurgia, in merito alla norma del dl Aiuti bis che autorizza Invitalia a sottoscrivere aumenti di capitale fino a un miliardo di euro per lo stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia. Secondo Benaglia e D’Alò, «servono soluzioni rapide, ma non devono portare ad una gestione unilaterale dell’attuale management. Lo sforzo che lo Stato italiano sta ulteriormente facendo verso Acciaierie d’Italia deve comportare un cambio di passo radicale che porti a più impianti funzionanti, più produzione e meno cassa integrazione e una migliore gestione degli appalti».
«Altrimenti - concludono - rischia di essere una notevole boccata d’ossigeno destinata tuttavia a consumarsi rapidamente senza effetti decisivi».

«Come da noi ribadito nell’incontro con il governo, è inevitabile che questo ulteriore sforzo da parte dello Stato produca un più diretto e ulteriore coinvolgimento attivo nel sostegno alla società da parte della multinazionale Arcelor Mittal, oggi proprietaria maggioritaria, che non può continuare a disimpegnarsi per il rilancio».
Sulla stessa questione è intervenuto anche Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico.

«Lo Stato, ancora una volta attraverso un decreto-legge, sta finanziando per un miliardo di euro il rafforzamento patrimoniale di Acciaierie d’Italia, sopperendo al disinteresse e alle continue mancanze del socio privato e maggioritario Arcelor Mittal. Davanti a questo ulteriore esborso di denaro, bisogna fare chiarezza su come verranno utilizzate le risorse. È un atto di doverosa trasparenza verso i cittadini italiani, verso chi lavora nella fabbrica e verso la città di Taranto e la sua intera comunità. Per questo, non si può che fare eco alle organizzazioni sindacali quando ribadiscono l’assoluta urgenza di indirizzare queste risorse verso i lavoratori da anni in cassa integrazione e soprattutto verso un concreto piano di rilancio degli stabilimenti all’insegna della sostenibilità. Attendiamo da troppo - ha concluso Pagano - tempo svolte decisive che tardano ad arrivare, tanto sotto il profilo occupazionale, quanto sotto quello della decarbonizzazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725