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Ex Ilva, oggi vertice da Patuanelli: ArcelorMittal convocata in Prefettura

Ex Ilva, oggi vertice da Patuanelli: ArcelorMittal convocata in Prefettura

Prosegue il confronto sindacati-governo. A Taranto il nodo pagamenti indotto

28 Settembre 2020

Giacomo Rizzo

Tavolo tecnico oggi al Mise sul dossier Ilva, convocato dal ministro Stefano Patuanelli, a cui parteciperanno, oltre ai rappresentanti di diversi Ministeri (Sviluppo Economico, Mef, Lavoro e Ambiente), i sindacati Fim, Fiom, Uilm, Usb e Ugl e Invitalia, la società pubblica che sta trattando con ArcelorMittal l’ingresso dello Stato nella nuova compagine societaria. L'appuntamento è fissato alle ore 16 a Roma, nella sede di via Sallustiana 53 del Mise. Non è stata invitata ArcelorMittal. In questa fase, la discussione è tra Governo e sindacati. È il primo dei confronti promessi dal ministro Patuanelli ai sindacati nell’incontro dello scorso 23 settembre con l’obiettivo di riprendere le fila del negoziato in vista della stretta finale. Lo scenario resta molto incerto. Da come si strutturerà la nuova società e quali progetti avrà, agli esuberi e alla loro gestione, tutto è ancora da definire.

Sempre oggi, alle 9.30, l'azienda parteciperà alla cabina di regia insediata dal Governo ma guidata dalla Prefettura di Taranto, sullo stato dei pagamenti verso le aziende dell’indotto-appalto. Sinora ArcelorMittal ha pagato complessivamente – così almeno ha dichiarato – 9 milioni di euro. L’impegno era di pagare altri 5 milioni e la verifica di oggi verterà su questo ma anche se ci sono altri pagamenti all’orizzonte. Sino a 15 giorni fa, Confindustria Taranto aveva dichiarato, per le sole imprese associate, un credito complessivo verso ArcelorMittal di circa 40 milioni. L’azienda committente ha detto ai sindacati che nel giro di due settimane potrebbe azzerare il pregresso.

La settimana si apre in fabbrica con 230 lavoratori in più sui tre turni. Le presenze di stabilimento passano infatti dagli attuali 3.680 a 3.910 addetti. Tornano, tra gli altri, 53 manutentori, che sinora sono stati in cassa integrazione, dopo che i sindacati hanno più volte evidenziato ad ArcelorMittal la necessità di intervenire con urgenza sullo stato degli impianti per evitare gravi incidenti. E si realizza, inoltre, una rotazione di personale in cassa integrazione.

È polemica intanto tra il Comitato cittadino in difesa della salute, composto da diverse associazioni, e il governatore Michele Emiliano, che ha annunciato la possibilità che la Regione, attraverso Acquedotto pugliese, possa entrare nel capitale della nuova Ilva. Una prospettiva che non piace ai movimenti ambientalisti. In una lettera aperta a Emiliano, affermano che si tratta di «uno sperpero di denaro pubblico a totale danno della salute dell’ambiente e delle persone. Lei vuole dare i soldi della Regione, i nostri soldi, all’Ilva. Se li desse ai lavoratori dell’Ilva per integrare la cassa integrazione e avviarli a lavori socialmente utili noi ne saremmo felici. Ma darli all’Ilva no, assolutamente no. Ci rivolgeremmo nel caso, spiace dirlo ma lo dobbiamo dire, alla Corte dei Conti».

Mentre per la quindicesima volta consecutiva è stata inviata al premier Giuseppe Conte la lettera che chiede la chiusura dell’acciaieria le cui adesioni sono nel frattempo arrivate a 5.931 cittadini e 61 associazioni. Tramite diversi ministri, il Governo ha sottolineato che lo Stato sarà comunque della partita anche se ArcelorMittal dovesse disimpegnarsi.

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