Giovedì 23 Gennaio 2020 | 20:53

NEWS DALLA SEZIONE

La decisione
Ex Ilva, Ministero del Lavoro: autorizzata Cig fino a fine 2020

Ex Ilva, Ministero del Lavoro: autorizzata Cig fino a fine 2020

 
controlli dei cc
Taranto, spaccia hashish in un circolo ricreativo: arrestato 22enne

Taranto, spaccia hashish in un circolo ricreativo: arrestato 22enne

 
i fatti a dicembre scorso
Preparavano scontri con la curva del Taranto: 66 Daspo a tifosi della Nocerina

Preparavano scontri con la curva del Taranto: 66 Daspo a tifosi della Nocerina

 
L'incidente nel 2008
Taranto, operaio morì dopo volo da ponteggio Altoforno 4 Ilva: una condanna

Taranto, operaio morì dopo volo da ponteggio Altoforno 4 Ilva: una condanna

 
L'evento
Taranto, Giochi del Mediterraneo 2026, il sindaco incontra ministro Spadafora

Taranto, Giochi del Mediterraneo 2026, il sindaco incontra ministro Spadafora

 
Tragedia sfiorata
Taranto, ArcelorMittal, tre esplosioni in Acciaeria 2, nessun ferito

Taranto, ad ArcelorMittal tre esplosioni in Acciaeria 2: nessun ferito

 
La sentenza
Caso Scazzi, processo ai falsi testimoni: 4 anni a Ivano Russo, 5 anni a Michele Misseri

Caso Scazzi, 11 condanne per le bugie al processo: 5 anni a Ivano Russo, 4 anni a Michele Misseri

 
strade
Taranto, folle inseguimento per sfuggire all'alt: cc arrestano 18enne, non aveva mai preso la patente

Taranto, folle inseguimento per sfuggire all'alt: cc arrestano 18enne, non aveva mai preso la patente

 
il siderurgico
Ex Ilva, memoria commissari: «Venuti meno argomenti Mittal, su 'scudo' falsità»

Ex Ilva, memoria commissari: «Venuti meno argomenti Mittal». Da addio impatto da 3,5 mld su Pil

 
l'inchiesta
Taranto, datteri di mare in ristoranti e pescherie: 46 indagati

Taranto, datteri di mare in ristoranti e pescherie: 46 indagati

 

Il Biancorosso

contro la Reggina
Bari, Vivarini già guarda alla trasferta calabrese: «Testa alla partita di domenica»

Bari, Vivarini già guarda alla trasferta calabrese: «Testa alla partita di domenica»

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaDopo la tragedia
Tifosi investiti, l'autista di Melfi resta in carcere: indagato per omicidio

Tifosi investiti, l'autista di Melfi resta in carcere: indagato per omicidio

 
TarantoLa decisione
Ex Ilva, Ministero del Lavoro: autorizzata Cig fino a fine 2020

Ex Ilva, Ministero del Lavoro: autorizzata Cig fino a fine 2020

 
BariAmbiente
La birra Peroni taglia le emissioni di CO2 del 30%

La birra Peroni taglia le emissioni di CO2 del 30%

 
FoggiaIl procedimento
Foggia, pioggia di interdittive antimafia: nel mirino 10 tra imprenditori e commercianti

Foggia, pioggia di interdittive antimafia: nel mirino 10 tra imprenditori e commercianti

 
Batnel nordbarese
Andria, sorpresi mentre cannibalizzano un Suv rubato poco prima: arrestati in 2

Andria, sorpresi mentre cannibalizzano un Suv rubato poco prima: arrestati in 2

 
BrindisiIl caso
Brindisi, Pd moroso: udienza di sfratto per sede del Pd

Brindisi, Pd moroso: udienza di sfratto per sede del Pd

 
Leccenel Leccese
Nardò, 91enne trovata a casa nel sangue, muore in ospedale: è giallo

Nardò, 91enne trovata a casa nel sangue, muore in ospedale: è giallo

 
MateraOperazione di CC e Gdf
Matera, truffa e riciclaggio: in cella ex direttore banca. Sequestrato noto ristorante

Matera, truffa e autoriciclaggio: in cella ex direttore di banca. Sequestrato noto ristorante nei Sassi (VD)

 

i più letti

L'intervista

Mittal, parla Pertosa, fondatore gruppo Angel: «Contratto scritto male, e il profitto non è tutto»

Per Vito Pertosa bisogna coniugare lavoro e ambiente: la città ha riportato grandi ferite in questi anni

Mittal, parla Pertosa, fondatore gruppo Angel: «Contratto scritto male, e il profitto non è tutto»

Un giudizio severo sull’iter scelto da ArcelorMittal per disimpegnarsi dall’acciaieria di Taranto, un ritratto senza filtro del magnate indiano e un riconoscimento della determinazione con cui il governo e il premier Conte stanno seguendo la vertenza che riguarda il futuro dell’insediamento industriale ionico: Vito Pertosa, fondatore del gruppo industriale Angel, offre una lettura analitica della complessa vicenda rivendicando il punto ferma della difesa delle eccellenze presenti nel settore industriale legato all’acciaio in Puglia e il valore del manifatturiero italiano.

Presidente Pertosa, che impatto ha per l’Italia negli scenari internazionali l’incertezza giuridica e politica che caratterizza la crisi industriale dell’ex Ilva?
«Si tratta di una crisi grave per l’Italia e spero che la decisione presa da una società così importante come Mittal possa avere riflessi negativi internazionali anche per la multinazionale, dal momento che sta scappando da un impegno assunto, pur adducendo questioni legali. Non emerge un quadro di serietà».

Eppure l’ArcelorMittal è leader mondiale nella produzione dell’acciaio.
«Ho conosciuto l’anno scorso il signor Lakshmi Mittal a Parigi, per una cena a Versailles nella quale il presidente francese Emmanuel Macron incontrava gli imprenditori che avevano relazioni commerciali con la Francia, per invitarle a fare investimenti. Mi è sembrato una persona che per raggiungere l’obiettivo del profitto è pronto a sacrificare altri valori. Questo approccio porterà un calo di credibilità anche per l’azienda indiana. Bisogna farlo riflettere: gli aspetti contrattuali sono importanti, ma alcuni alibi che utilizza, sono assolutamente pretestuosi. La mia impressione è che il contratto sia scritto molto male, non ci sono reali garanzie…».

Che vantaggi ha per la filiera industriale italiana la possibilità di avere acciaio prodotto a caldo nel nostro paese?
«Ci sono vantaggi sul costo di trasporto, per l’indipendenza dalle produzioni turche, russe e indiane - nostri competitor che aspettano solo di guadagnare ulteriori quote di mercato - e per una più sicura disponibilità dell’acciaio avendo un’industria nazionale. Ma bisogna contemperare lavoro e ambiente: Taranto ha riportato grandi ferite in questi anni”.

Il governo è in prima linea nel mostrare massima attenzione per il caso Taranto.
«Il premier Conte sta dando prova di grande sensibilità, occupandosi della vicenda con un piano vero per trovare soluzioni qualsiasi cosa accada».

L’acciaio va interpretato anche come simbolo dell’avanguardia della ricerca italiana, dallo spazio alla mobilità?
«Era un simbolo. Ora l’acciaio lo è meno. È importantissimo ma non è più centrale come prima. Ho iniziato a lavorare da giovane andando a Taranto, vedevo sole, mare, il golfo e immaginavo la Magna Grecia: la culla della civiltà mentre Berlino, Parigi, Londra, erano leggermente più indietro…. Pensavo che impiantare lì le ciminiere fosse stata una scelta azzardata. Tuttavia, questa acciaieria esiste, c’è una cultura industriale importante che non può essere persa. Si può cogliere questa sventurata occasione per riprendere un primato utilizzando nuove modalità di produzione compatibili con l’ambiente».

Ne ha mai parlato con Mittal?
«Sì, gli dissi di pensare seriamente all’ipotesi di produrre acciaio con un marchio carbon free, attento all’ambiente, ma sul tema era scocciato ed evasivo».

Da imprenditore cosa pensa della questione dello scudo penale?
«I commissari che stavano prima ce l’avevano. È comprensibile che un manager che deve portare avanti un programma di ambientalizzazione e pensa di rispettare legge non debba avere angosce. C’è da dire che questo elemento non c’era nel contratto. Ma l’ha richiesto Mittal. Ora è solo un alibi: ha problemi di produzione e di mercato. Aveva portato avanti l’investimento in un contesto economico diverso, capisco, ma ora non può andare via così facilmente. Bisogna far riflettere i maggiori buyer italiani che comprano l’acciaio da Mittal, su come comportarsi con un fornitore che fa un danno di questo tipo al proprio paese».

L’opzione nazionalizzazione è l’extrema ratio?
«Secondo me è una prospettiva sbagliata. Offriamo una facile way out a questa multinazionale. Altro discorso è lavorare ad un piano B ed uno C contemporaneamente a quello che accade nel frattempo».

Che cosa si aspetta dalla politica sulla questione Ilva?
«Il governo mostra determinazione. Il premier Conte in fabbrica, in mezzo agli operai ha trasmesso una bella immagine. Da quello che mi risulta si sta lavorando a varie iniziative e bisogna rimediare agli errori passati senza concentrarsi su chi sia il colpevole, ma solo su cosa fare tutti insieme per dare una mano. Quello che è certo e che non ci deve essere maggioranza ed opposizione, ma un paese unito in blocco per difendere i propri interessi e dare un concreto futuro alle persone di questo territorio, che tanto hanno sofferto negli anni per questa situazione».

La Gazzetta del Mezzogiorno, con la proposta del rettore Umberto Ruggiero, sostiene che vada realizzato un piano di esodo indennizzato per gli abitanti del rione Tamburi.
«È una iniziativa meritevole e valida quella della Gazzetta. Avrei auspicato che fosse stata fatta prima, per consentire ai cittadini del Tamburi di spostarsi altrove e patire meno le conseguenze della vicinanza con la fabbrica».

Resta sullo sfondo il nodo della debolezza nelle politiche industriali dell’Italia, con un partner di governo che ha tra i capisaldi la «decrescita felice».
«La manifattura italiana è la seconda in Europa e con la crisi della Germania potrebbe ambire a diventare anche la prima, se fossimo in grado di cogliere l’occasione. Non abbiamo il petrolio né le miniere, ma custodiamo creatività e una eccellente qualità tra tecnici, operai, ingegneri, manager italiani. La decrescita? L’Italia ha bisogno della «crescita felice». Ci sono tutte le condizioni per farlo, ci vuole solo unità d’intenti, come in Francia e Usa. Noi, purtroppo, abbiamo un problema politico legato alla instabilità del sistema, connessa ad una legge elettorale che non garantisce a chi vince la possibilità di governare cinque anni e di programmare quindi il lavoro, senza avere l’ansia ogni tre mesi di quello che accade alla prossima elezione amministrativa, altrimenti il governo traballa. Ogni scelta ha il fiato corto e si ha sempre il terrore di scontentare qualcuno».


A breve ci saranno le elezioni anche in Puglia, quali sono le qualità che dovrebbe avere chi si candida?
«Non penso di dire nulla di speciale, dicendo che nel mio gruppo, quando scegliamo le persone che hanno responsabilità di comando, lo facciamo usando il criterio che debbano essere oneste, competenti e capaci. Non sempre ci sono tutte e tre insieme queste qualità, perché dando per scontata l’onestà, la competenza da sola non è sufficiente, ci vuole anche la capacità. Ovviamente non sempre si riesce, si fanno degli errori, l’importante è cercare di farne tesoro e di migliorarsi. Purtroppo invece oggigiorno, in tutte le elezioni politiche, per avere delle concrete chance di essere eletti, nessuna di queste tre qualità è indispensabile, ce ne vuole bensì una quarta, quella di saper comunicare bene, di bucare lo schermo, di fare il Tweet giusto. Quando andiamo a votare dovremmo pensare invece alle prime tre, ma non sempre accade».

Nel suo percorso imprenditoriale, quando ha “incontrato” per la prima volta il siderurgico di Taranto?
«Negli anni ottanta abbiamo realizzato per l’Italsider un progetto innovativo per un locomotore dedicato al trasporto del carro per la cokeria. Non nascondo che soffrivo per l’ossimoro tra la bellezza del golfo della città ionica e le ciminiere fumanti. Lì però ho rilevato che si era formata una straordinaria competenza sul piano industriale, interloquendo con gli ottimi tecnici del siderurgico. Una ricchezza che non va perduta».

È fiducioso per il futuro di Taranto?
«Il programma del governo per la città deve diventare il programma per il riscatto del Paese, per restituire a Taranto una opportunità. Anche le Zes sono una occasione da non perdere per lo sviluppo del territorio. Bisogna combattere con l’Europa per avere vantaggi concreti per attrarre gli investimenti. Sinceramente penso che se si lavora con unità di intenti, ci siano le condizioni per disegnare un futuro migliore, anche grazie alla positiva circostanza di un Presidente del Consiglio che conosce bene la Puglia e che insieme al Sottosegretario Turco, originario del territorio, stanno lavorando alacremente ad un piano di rilancio. Nessuna iniziativa però potrà avere possibilità di successo, se si perdono inutilmente energie ad accusare qualcun altro; gli avversari non sono in Italia, ma da qualche altra parte; ora bisogna difendere l’industria italiana e sentirsi tutti tarantini».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie