Paolo Di Canio era stato deferito dal Procuratore federale per violazione dell'art.1 del codice di giustizia sportiva (comportamento antisportivo) per un atto «interpretabile come saluto romano».
Di Canio aveva invece spiegato di essersi limitato a partecipare alla felicità dei tifosi festanti «senza voler attribuire alcun significato politico al proprio gesticolare». I giudici della Disciplinare hanno comunque concluso che «tendere il braccio destro con le dita della mano serrate è una posa che non è in alcun modo confondibile con un gesto di giubilo». Di conseguenza si tratta di qualcosa che è in contrasto con i doveri di correttezza e probità a carico dei tesserati.
















