A sei giornate dalla fine, il Bari si ritrova a fare i conti con una classifica che non ammette più errori. Le ultime due sconfitte consecutive contro Frosinone e Carrarese hanno incrinato certezze già fragili. In un contesto così delicato, ogni dettaglio può fare la differenza. Dalla tenuta mentale alla lucidità nelle scelte tecniche e tattiche. Il calendario, tutt’altro che benevolo, mette subito i biancorossi di fronte a squadre in piena corsa per la promozione, prima di un finale che si preannuncia ad alta tensione.
Il gruppo guidato da Moreno Longo è chiamato a ritrovare compattezza e identità, aggrappandosi alle poche certezze offensive e con la necessità evidente di coinvolgere tutto l’organico in questo sprint decisivo. In questo scenario complesso, il parere del tecnico Massimiliano Tangorra, ex difensore anche del Bari, diventa prezioso per analizzare le prospettive: «Quando una proprietà pensa solo a fare soldi, dove vai? L’ho detto in tempi non sospetti, il disco ormai è rotto - attacca l’ex biancorosso -. Se il Bari si salverà, potremo parlare di miracolo sportivo».
Lunedì si torna a giocare al San Nicola contro il Modena (arbitrerà Arena di Torre del Greco) : «Le soste e i ritiri non servono ad un gruppo che non è squadra. Ovvero, persone che condividono certi valori. I calciatori del Bari non hanno mai dimostrato sul campo di esserlo. A sei giornate dalla fine, non ha più senso parlare di testa e gambe. Si è aggrappati ad una possibilità su mille. E, cioè, ad una matematica che non ti condanna. Tutto il resto dimostra che non si è saputo approfittare degli scontri diretti in casa. Occasioni mai colte. Se le analizziamo bene, nelle vittorie contro Cesena, Sampdoria ed Empoli è girato tutto bene. Nei primi due casi, hanno inciso episodi fortunati. Anche l’Empoli, prima di rimanere in dieci, diede una lezione di calcio. Il successo con la Reggiana? Tre punti contro la squadra peggiore della B e anomala se si considera che gli emiliani subito dopo hanno fermato il Monza».
Serve una reazione netta contro il Modena: «Sinora il Bari ha dimostrato grossi limiti strutturali. Il problema è a monte, cioè su chi ha scelto questi giocatori. Salutato Magalini, qualcuno ha dato fiducia a Di Cesare. Stimabile calciatore, ma inesperto direttore sportivo. Avrebbe dovuto fare un po’ di gavetta».
Il calendario propone subito sfide durissime contro Modena, Monza e Venezia. Il Bari deve provare a fare punti a tutti i costi. L’unico vero scontro diretto sarà tra un mese contro la Virtus Entella: «Se dobbiamo affidarci al calendario e al cammino sin qui svolto, è difficile essere ottimisti. Le ultime dichiarazioni di Longo dopo la sconfitta contro la Carrarese non aiutano. Apprezzo la sincerità, ma questo crea distanza dal gruppo squadra. Certe esternazioni pubbliche non vanno fatte. Era già successo l’anno scorso dopo Cosenza, quando la squadra lo mollò saltando i playoff. Longo è uno stimato allenatore, ma evidentemente non riesce a gestire certe situazioni. Non basta mettere la squadra in campo. La somma degli errori, dal presidente ai calciatori, fa comprendere perché il Bari sinora non sia riuscito ad ottenere risultati. La mia vuole essere una critica umile e costruttiva. Pensiero suffragato dai fatti. Mi auguro che la proprietà faccia il bene dei tifosi, gli unici a fare il sangue amaro non intravedendo uno spiraglio di luce».
I biancorossi sembrano dipendere molto dai gol di Emanuele Rao e Gabriele Moncini: «Non puoi affidarti a due sole individualità. Rao è giovane, assicura energia e spensieratezza. Ma gli altri dove sono? I veterani come Pucino, Bellomo, Maggiore e Mantovani cosa stanno dando alla causa?». Il gruppo è tornato ad allenarsi solo ieri, il tempo necessario per ricompattarsi in vista della gara di Pasquetta contro il Modena. Forse l’ultimo treno per restare agganciati alla salvezza: «A questo punto si vada tutti in ritiro sino alla fine. Se porta bene, è da rifare», la chiosa tra il serio e il faceto di Tangorra.
















