Giovedì 19 Febbraio 2026 | 14:38

L’amore dei ragazzi è semplice, siamo noi adulti ad averlo reso complicato

L’amore dei ragazzi è semplice, siamo noi adulti ad averlo reso complicato

L’amore dei ragazzi è semplice, siamo noi adulti ad averlo reso complicato

 
Fabiana Pacella

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Fabiana Pacella

L’amore dei ragazzi è semplice, siamo noi adulti ad averlo reso complicato

L’amore è davvero complesso o forse siamo noi adulti ad averlo aggrovigliato, perdendo per strada il senso e il valore reale dei sentimenti?

Giovedì 19 Febbraio 2026, 12:15

L’amore è davvero complesso o forse siamo noi adulti ad averlo aggrovigliato, perdendo per strada il senso e il valore reale dei sentimenti?

Partiamo da una data, il 14 febbraio. San Valentino oggi pare una caricatura. Cuori gonfiati, cene esagerate, promesse gridate sui social, fotografie studiate per sembrare spontanee. Amplifichiamo per sentirci più vivi, più veri. Come se l’amore, per esistere, avesse bisogno di rumore.

E invece forse abbiamo solo perso il senso della misura. Della grandezza delle piccole cose. Noi che siamo cresciuti scrivendo lettere di carta, chiudendo i diari con il lucchetto, aspettando una telefonata sul fisso di casa. Noi che oggi puntiamo il dito contro i ragazzi “figli della rete”, convinti che vivano tutto in superficie, che non sappiano aspettare, che non sappiano sentire davvero.

E se invece fossero loro a insegnare qualcosa a noi? La storia è semplice. E proprio per questo è potente. Alex ha 16 anni e vive a Carmiano, nel Salento. Elena ne ha 14 e vive a Parma. Si sono conosciuti quasi due anni fa, durante un’estate nel tacco d’Italia. E non si sono più lasciati.

Non condividono la stessa città, la stessa scuola, gli stessi pomeriggi. Condividono qualcosa di più difficile: l’attesa. Venerdì scorso Alex è partito dal Salento con il padre e un gruppo di tifosi diretti a Milano per la partita dell’Inter a San Siro. Ma quel viaggio aveva un’altra destinazione nel cuore: Parma. Dopo la partita, con la complicità degli adulti, il pullman ha fatto una deviazione. Una sosta notturna in un autogrill poco distante dalla casa del papà di Elena. Erano le 2 di notte, la notte tra il 14 e il 15 febbraio.

Per tutto il pomeriggio lei era stata una pallina rimbalzina. Cantava, si sistemava i capelli, cambiava vestito. Il padre le suggeriva di riposare. Impossibile. Era felice. Di una felicità semplice, luminosa, incontrollabile. Noi adulti la cerchiamo in cose enormi, costose, rumorose. Quei due lì l’hanno trovata in una sosta all’autogrill e nella cura sacra dell’attesa.

Alex è arrivato con un mucchio di regali: tre peluches, una candela alla vaniglia, una bomba per il bagno e un portachiavi morbidoso con la scritta “always in my heart”. Elena gli ha consegnato una lettera. Piena di parole, disegni, verità. Il suo regalo era tutto lì: aprirsi senza filtri. I papà hanno aspettato quell’incontro notturno come si custodisce qualcosa di fragile e prezioso Felici di rimando e di contagio.

Poi una notte sul divano, la colazione insieme, un’altra giornata fatta di passeggiate e semplicità a casa della mamma di Elena, Ieri mattina un treno ha riportato Alex in Salento. La scuola. La quotidianità. La distanza. Un pezzo di cuore è rimasto a Parma. Un altro è sceso verso Carmiano (Le).

Ma niente drammi. Erano felici prima di vedersi, felici mentre stavano insieme, felici anche nel salutarsi. Forse è questo che ci insegnano questi ragazzi, se li ascoltiamo, se li osserviamo con lenti linde. Loro, che vivono tra chat e social, capaci di aspettare mesi per un abbraccio in autogrill. Noi, che ci vantiamo di aver vergato lettere su lettere, misuriamo i sentimenti in visibilità.

San Valentino, e più in generale la vita, non sono marketing dei sentimenti. Ma attesa. Deviazione di un pullman pieno di adulti che capiscono che l’amore merita strada. È una lettera scritta con i pennarelli. È un divano preparato per un ragazzino arrivato da lontano. L’amore è facile, come la felicità. Dobbiamo solo scendere dalla cattedra, sedere dietro ai banchi e imparare. O ripassare la materia.

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