Dice un amico: «Giorni fa ho pagato una visita medica 340 euro». Specialistica? «Sì, non bastava il medico di base». Privata? «Ho dovuto farlo, non potevo aspettare il Servizio sanitario che me l’aveva fissata alla fine dell’anno, nonostante dicano di voler ridurre le liste di attesa». Beh, sai, 340 euro, è il mercato. «Ma dieci minuti». Dietro i dieci minuti c’è tutta una vita di studio. «Ma dieci minuti sono comunque dieci minuti. E con l’evidente fretta per le altre visite, poco meno di una ventina nella mattinata, ci pensi? E il mercato: quello se lo fanno loro, e nel modo più discutibile. La gente è ricattata perché per la salute, sai, si accetta di tutto».
Che l’amico fosse abbastanza seccato, inutile dirlo. Mezzo vittima di un eccesso, mezzo convinto di un ricatto. E che sia il mercato a far pagare una visita 340 euro (leggasi trecentoquaranta), non è che debba essere la cosa più normale del mondo. Tanto più non funziona la sanità pubblica, tanto più quella privata può imporre le sue condizioni e farsi il mercato. Qualcuno dice che le due cose sono direttamente collegate. Finendo nella disparità (la più odiosa possibile) che si possa curare solo chi ha il reddito per farlo. Con la conseguenza che in Italia almeno il dieci per cento rinuncia a curarsi (al solito Sud in testa, danneggiato dallo Stato anche in questo diritto elementare). Ed inutile è anche (per carità) sensibilizzare i medici a pensarci, loro che svolgono un compito anche umanitario. Possibile anticipare la risposta: ci sono tanti medici per scegliere. E poi si vada a vedere gli architetti, o i commercialisti, o gli avvocati, o i gioiellieri ecc. ecc. Il valore va pagato, punto.
Stiamo allegri, è solo la fine del mondo. Un mondo basato sulla diseguaglianza, quindi sulla guerra. Ma di che stiamo parlando, quando 12 (dodici) paperoni al mondo sono più ricchi di oltre quattro miliardi di persone? Di che stiamo parlando quando l’1 (uno) per cento al mondo possiede più di tutti i beni pubblici di tutti gli Stati (ospedali, università, ferrovie, monumenti, aziende)? Di che stiamo parlando quando un amministratore delegato guadagna 36 mila volte più di un suo operaio (senza il quale lui non potrebbe dirigere niente)? Di che stiamo parlando quando in Italia un terzo di contribuenti paga le tasse per gli altri due terzi (e 12 milioni di persone non hanno mai fatto una dichiarazione dei redditi)? Di che stiamo parlando quando i due terzi della ricchezza dei miliardari italiani sono frutto di eredità, quindi non automaticamente di merito (con una tassazione sulle successioni che fa gridare vendetta ai pensionati e ai lavoratori dipendenti cui le tasse si sottraggono in partenza)?
E poi. Di che stiamo parlando quando i «magnifici (si fa per dire) sette» delle Big Tech (Tesla, Meta, Amazon, TikTok, Google, OpeAI, Apple) sono in fuga dalla California dove per la prima volta nella loro storia vorrebbero fargli pagare le tasse? E di che stiamo parlando quando Trump (e chi altri?) minaccia di dazi l’Europa colpevole anch’essa di volere tirare qualche tassa da quei signori, visto che ciascuno di loro è più ricco di interi Stati? Fino al punto che è meglio non toccarli, altrimenti se ne vanno e senza di loro non riusciremmo a muovere più nemmeno un dito. E di che stiamo parlando quando essere Sud significa essere discriminati in partenza, essere periferia significa essere discriminati rispetto al centro, essere paese significa essere discriminati rispetto alla città?
E poi. Di che stiamo parlando quando a Milano uno stipendiato (o anche oltre) non riesce più a vivere perché è milionario un residente su 12 (che quindi fa alzare i prezzi dai pomodori alle case)? Milano prima al mondo per concentrazione di ricchi. E di che stiamo parlando quando parecchi di questi milionari sono super-ricchi stranieri accorsi, pur di farli venire, grazie a una tassazione fissa privilegiata e ridicola rispetto ai loro miliardi? E di che stiamo parlando se con i soldi ti arroghi il diritto di comprare tutto, anche la dignità? Diecimila euro alla famiglia per ogni ragazzo morto nella discoteca di Crans Montana (una vita 10 mila euro). E duecentomila euro di cauzione per far stare comodamente in libertà il proprietario di quella discoteca (e galera per chi non li ha). Centomila euro offerti da Trump a ogni abitante della Groenlandia purché si tolga dalle scatole e gli lasci l’isola. Musk che a pagamento consente di spogliare le donne tramite la sua intelligenza artificiale (quella naturale, lasciamo perdere). E i super-ricchi primatisti bianchi (quindi razzisti) della banda di sporcaccioni di Epstein che forti dei loro soldi sottomettevano a ogni genere di lordure le donne che volevano. Convinzione mondiale di poter disporre a piacimento di altri esseri umani.
Mah, demagogia. Odio per la ricchezza. Discorsi da comunisti. Lei che scrive, si rende conto che, senza i ricchi, i poveri sarebbero ancora più poveri? E questi maledetti poveri, se ne vorrebbero approfittare perché sono in tanti. E chissà cosa c’entra con tutto questo la visita medica fatta pagare 340 euro. Chissà.
















