Lunedì 16 Febbraio 2026 | 23:53

Scegliere di votare sì o no al referendum Giustizia non è una questione di tifo

Scegliere di votare sì o no al referendum Giustizia non è una questione di tifo

Scegliere di votare sì o no al referendum Giustizia non è una questione di tifo

 
giovanni zaccaro

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giovanni zaccaro

Scegliere di votare sì o no al referendum Giustizia non è una questione di tifo

La riforma Nordio incide sul ruolo della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato. Per questo è normale che gli elettori di destra e sinistra siano liberi di votare secondo le loro idee personali

Lunedì 16 Febbraio 2026, 11:42

11:48

Bruno Vespa sulla pagina della «Gazzetta» ha illustrato i risultati dei sondaggi sul referendum Nordio ed ha indugiato sugli orientamenti di voto degli elettori dei partiti di maggioranza e di minoranza.

Capisco che sia una questione che possa fare presa sui lettori ma temo che così non si colga il senso del referendum. Il referendum sulla riforma Nordio non è questione di maggioranza o minoranza, di governo o di opposizione, di destra o sinistra. Non riguarda nemmeno la giustizia come servizio, quello che interessa ai cittadini, non rende più veloci i processi, non previene gli errori giudiziari, non sanziona i giudici pigri od impreparati, non garantisce la giustizia giusta per tutti.

La riforma Nordio incide, invece, sul ruolo della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato. Per questo è normale che gli elettori di destra e sinistra siano liberi di votare secondo le loro idee personali. Ed infatti ci sono persone notoriamente di centro sinistra che dicono di votare Si e persone come il procuratore Gratteri, da sempre “idolo” della destra, che dicono di votare No.

Chi preferisce che chi vince le elezioni, di qualunque colore sia, governi senza limiti e senza controlli deve votare Si al referendum. Del resto, è il consiglio che Nordio ha dato alla Schlein: conviene anche a te votare Si così avrai mano libera, se e quando toccherà a te governare. Chi, invece, preferisce il sistema di equilibrio dei poteri, pensato dai Padri Costituenti, per evitare che uno prevalga sull’altro, deve votare No al referendum. Avremo uno Stato più lento nel decidere, ma eviteremo che le maggioranze di turno decidano su tutto e senza limiti e che, poi, dopo le elezioni, si debba ogni volta ricominciare tutto da capo secondo i voleri delle nuove maggioranze.

Alla fine l’unica vera novità introdotta da Nordio riguarda il CSM, l’organo che in concreto tutela la autonomia dei magistrati; non più unico ma diviso in tre; non più uno solo per i magistrati inquirenti (i pm) e per quelli giudicanti ma separato; non più composto da magistrati scelti con il voto ma da magistrati estratti a sorte che lavoreranno insieme a politici sorteggiati, ma in elenchi predisposti dal Parlamento, quindi legittimamente espressione di chi li ha inseriti in quegli elenchi.

Insomma, chi preferisce la lotteria al voto deve votare Si. Chi pensa che il voto, libero e democratico, abbia ancora un valore, almeno simbolico, deve votare No. Chi vuole che i pm siano un corpo a parte, che si regola e disciplina da solo, deve votare SI. Chi vuole tenere pm, minoranza, insieme ai giudici penali e civili, deve votare No. Chi pensa che il CSM sia un ufficio come un altro, deve votare SI. Chi pensa che il CSM sia l’organo che garantisce in concreto il diritto di tutti i cittadini ad avere un giudice autonomo e imparziale, deve votare NO. Forse l’unica cosa saggia sarebbe stata proporre due o tre riforme diverse, in modo che ciascuno di noi potesse scegliere se votare Si o No a seconda delle questioni proposte

Ma la maggioranza parlamentare ha deciso di proporre una riforma unica, approvata in blocco, rispetto alla quale dire un Si od uno No complessivo. C’era tempo per rimediare, ma la fretta è stata cattiva consigliera. Tutto il resto sono chiacchiere, ma quelle le mangiamo in questi giorni di Carnevale.

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