Martedì 22 Gennaio 2019 | 18:20

Lezioni di buddismo in 600 da tutto il mondo tra gli ulivi di Cisternino

SERRANOVA (BRINDISI) - C’è profumo d’Oriente nella Puglia dei santi guerrieri e tolleranti. In questi giorni, con la Murgia di Cisternino alle spalle e l’acqua cristallina di Torre Guaceto davanti, 600 buddisti - provenienti da mezza Europa - si sono dati appuntamento all’ombra degli ulivi. Roba da tutto esaurito nel village camping che li ospita. Fuori stagione è manna dal cielo. Al punto che più d’uno, pur di partecipare al raduno, ha montato l’immancabile tenda canadese portata dalla Polonia.

Lezioni di buddismo in 600 da tutto il mondo tra gli ulivi di Cisternino
di Gaetano Campione

SERRANOVA (BRINDISI) C’è profumo d’Oriente nella Puglia dei santi guerrieri e tolleranti. In questi giorni, con la Murgia di Cisternino alle spalle e l’acqua cristallina di Torre Guaceto davanti, 600 buddisti - provenienti da mezza Europa - si sono dati appuntamento all’ombra degli ulivi.

Roba da tutto esaurito nel village camping che li ospita. Fuori stagione è manna dal cielo. Al punto che più d’uno, pur di partecipare al raduno, ha montato l’immancabile tenda canadese portata dalla Polonia.

Ad attendere gli ospiti, Lama Ole Nydahl, un danese ultrasessantenne, punto di riferimento per il buddismo tibetano laico, fatto di meditazione e insegnamenti pratici, adattabili alla vita di tutti i giorni, della «Via del Diamante». Lama Ole Nydahl è l’insegnante occidentale più conosciuto, può vantare il titolo di maestro spirituale (lama) e ha fondato 600 centri di meditazione in tutto il mondo che visita un paio di volte l’anno.

I buddisti praticanti pugliesi sono alcune centinaia (cifre ufficiali non sono disponibili) e si dividono a seconda degli insegnamenti e delle scuole.

Quella della «Via del Diamante» - la pietra preziosa è sinonimo di perfezione, è indistruttibile, riflette i fenomeni, come avviene per la nostra mente - è, forse, la più vicina alla mentalità occidentale. Dunque, addio stereotipi. I buddisti all’ombra degli ulivi non sono vegetariani, non praticano l’astinenza, non ripetono litanie fino all’ossessione. Tutto ruota attorno alla mente, libera, impossibile da imbrigliare, in grado di assicurare felicità e ricchezza interiore.

Vito Panunzio, barese, 45 anni, nella vita di tutti i giorni lavora come ottico. Tredici anni fa incontra un vecchio amico. Una chiacchiera tira l’altra. Un pizzico di curiosità e la voglia di sperimentare di persona fanno il resto. Oggi insegna agli altri come essere felici. Spiega. «Il buddismo non è una religione. Il nostro compito non è fare proselitismo, siamo liberi di scegliere. La meditazione ci aiuta a riavvicinarci alle qualità umane».

Siete scettici? Leggete cosa pensa l'Harvard medical school del mitico Massachusetts institute of tecnology. Un gruppo di ricercatori americani, infatti, sostiene che «meditare fa bene al cervello e aumenta le capacità intellettive». Non solo. La gente che medita «vede crescere il proprio cervello, un fenomeno che non succede a chi non medita».

Nel village camping i ritmi quotidiani sono quelli di sempre. Ci si incontra, c’è chi va in spiaggia, chi lavora al computer, chi ha il compito di organizzare appuntamenti e scadenze, chi nuota in piscina. Il luoghi di ritrovo sono il bar e il dharma shop. In giro trovi famiglie al completo e tante donne: «Hanno una sensibilità maggiore verso queste problematiche», dice Vito. Insomma, niente di diverso da una città qualsiasi.

Unica differenza: la gompa, tenda di meditazione, abbellita con statue di Budda e oggetti rituali, al cui interno il maestro incontra gli iscritti al seminario. Per ascoltarlo, si mettono in coda. La meditazione richiede la posizione della schiena diritta. Si parla di phowa, la pratica buddista del morire consapevolmente. In poche parole, si impara a trasferire la propria coscienza al momento della morte in uno stato di gioia senza limiti. Si mantiene la consapevolezza di poter ritornare (i buddisti credono nella rinascita) in una maniera migliore. Tre le sessioni di meditazione al giorno programmate. Il lama spiega la tecnica (lui parla in inglese ma c’è chi traduce in tempo reale). Prima di passare alla pratica, c’è spazio per le domande.

Ennio, avvocato, ti accoglie col sorriso. Confida: «Da quando frequento la via del Diamante, riesco a vivere meglio, con la mente libera. Ho più energia in tutto». Gioia inesauribile, potrebbe essere la parola d’ordine. Matteo, psicologo, è convinto. Linda, dopo aver avuto contatti con altre scuole di buddismo, ha trovato la strada maestra.

Americani, tedeschi, austriaci, ceki. La presenza del Lama Ole Nydhal è una specie di calamita. Il personaggio ha carisma. La sua, per alcuni aspetti, è una vita spericolata in bilico tra paracadutismo e motociclismo. Ripete. «Essere buddisti non significa essere monaci, né condurre uno stile di vita monastico». Ritiene l’Islam un problema: «Per il modo in cui sono trattate le donne, per l’idea della guerra santa e per la sensazione di aggressione che sembra venire da quel versante religioso».

La gente lo ascolta. In silenzio. Nel supermarket occidentale della spiritualità, dove si consuma tutto alla velocità della luce, la meditazione ha il suo fascino. Al resto ci pensano i profumi e i colori della Puglia, terra di antiche suggestioni.

Sarà un caso ma Contrada Portarino, a Cisternino, è ad un tiro di schioppo. Qui è ospitato il grande ashram Bhole Baba, un centro spirituale dedicato al santone Babaji, qui gli interpreti delle criptiche tradizioni Maya lo hanno elevato al rango di luogo di salvezza in vista del 21 dicembre 2012 quando il sole si allineerà con il centro della via Lattea e nel giorni del solstizio si verificherà la congiunzione di Marte, Giove e Saturno. Avvenimento che si verifica ogni 25mila e 800 anni. I profeti di sventura annunciano catastrofi più o meno probabili.

Meditate, gente. Meditate.

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