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Truffa Regione Puglia, 63 denunce

Pubblici dipendenti, con la connivenza di un ristoratore di Bari, presentavano, per ottenere rimborso, documenti di spese per pranzi mai somministrati
Regione Puglia BARI - Sessantatrè dipendenti pubblici delle amministrazioni provinciali della Puglia, distaccati presso la Regione, ed un ristoratore di Bari sono stati indagati dai militari della Guardia di Finanza per truffa aggravata ai danni della stessa Regione e falso in atto pubblico. I pubblici dipendenti, grazie alla connivenza del ristoratore (di cui non è stato reso noto il nome) presentavano, per poi ottenere il rimborso dalla Regione Puglia, documenti che attestavano false spese per consumazioni di pranzi e cene mai somministrati. Il meccanismo induceva così in errore il dirigente addetto al pagamento delle indennità di missione previste, determinando quindi un danno erariale accertato pari a circa due miliardi e mezzo di vecchie lire in un anno e mezzo, a cavallo degli anni 2000 e 2001. Le indagini sono durate due anni e sono state coordinate dal procuratore aggiunto del Tribunale di Bari, Giuseppe Carabba. I dipendenti delle amministrazioni provinciali erano distaccati, per l'intero anno, dai vari uffici provinciali, presso le segreterie particolari dei presidenti di Giunta e Consiglio regionale, degli assessori regionali e delle varie segreterie dei gruppi consiliari. Il ristoratore avrebbe partecipato alla truffa rilasciando un numero elevato di false fatture e ricevute fiscali che attestavano pranzi e cene mai somministrati, maggiorando, tra l'altro, gli importi fino al valore massimo di 43mila lire, somma che rappresentava il rimborso massimo giornaliero previsto dalla Regione Puglia per il personale in «missione continuativa».
Nel corso delle indagini, i militari della Guardia di finanza hanno visionato circa 300.000 documenti di spesa. «E' stata - hanno detto incontrando i giornalisti il comandante provinciale, col.Carmine Lopez e il comandante del nucleo provinciale tributario della Gdf, col.Giovanni Monaco - un'indagine laboriosa che ha comportato anche appostamenti e pedinamenti, consentendo così l'acquisizione di ulteriori elementi probatori».
I dipendenti frequentavano quattro ristoranti di Bari, ma solo il titolare di uno - che si trova nel centro della città, nei pressi della stazione ferroviaria - è risultato essere coinvolto nella truffa. Il ristoratore concedeva in uso, ad alcuni dei 63 dipendenti, blocchetti in bianco di ricevute che poi erano compilati dagli stessi dipendenti. Le false fatture e le ricevute fiscali attestavano pranzi e cene in realtà mai somministrati, maggiorando anche gli importi fino al valore massimo di 43.000 lire, somma massima giornaliera di rimborso prevista dalla Regione. Gli investigatori, tra l'altro, hanno accertato che in quel periodo, in quel ristorante, un pranzo o una cena costavano in media intorno alle 18.000 lire. Secondo le indagini compiute dai militari della Guardia di finanza, il ristoratore - che risulta non aver mai iscritto queste ricevute rilasciate nel registro delle entrate e delle uscite - non aveva utili di natura economica ma solo un ritorno di immagine e di clientela.
«Un esercito di dipendenti delle Province della Puglia in servizio di missione continuativa a Bari presso le segreterie della presidenza della giunta regionale, del consiglio regionale, dei gruppi consiliari e degli assessorati - hanno spiegato gli investigatori - ha provocato un vero e proprio danno alle casse della Regione Puglia».

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