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AERONAUTICA MILITARE

Gli scali inglesi investono in sistemi anti-drone
Italia all'avanguardia nel contrastare la minaccia

Gli scali inglesi investono in sistemi anti-droneItalia all'avanguardia nel contrastare la minaccia

Martina, i Fucilieri dell'aria abilitati ad operare con sistemi elettromagnetici

04 Gennaio 2019

Gaetano Campione

 

Gli aeroporti londinesi di Gatwick e Heathrow stanno investendo milioni di sterline in tecnologia anti-drone di tipo militare. Gli investimenti arrivano in seguito ai disordini causati dall'avvistamento di alcuni droni nei pressi di Gatwick tra il 19 e il 21 dicembre scorsi, da cui sono dipesi ritardi e cancellazioni di un migliaio di voli e disagi per circa 140mila passeggeri. I due aeroporti, i più grandi del Regno Unito, non hanno rivelato la tecnologia anti-drone impiegata, ma secondo indiscrezioni recenti potrebbe essere il sistema Drone Dome, sviluppato in Israele. Il sistema consente di bloccare le comunicazioni tra il drone e il suo operatore, e ha la capacità di intercettare i velivoli nel raggio di dieci chilometri. Alcuni modelli utilizzerebbero un raggio laser per distruggere droni ostili. Secondo quanto riferito dal Guardian, la prossima settimana il sottosegretario di stato ai Trasporti, Liz Sugg, incontrerà i vertici dei principali aeroporti del Paese per discutere degli strumenti di difesa presenti e di quelli che saranno installati. Gli aeroporti dovrebbero annunciare investimenti in tecnologie anti-drone, che potrebbero però essere diverse e meno onerose rispetto a quelle adottate dagli aeroporti di Londra.

Fin qui la notizia. Se però in Gran Bretagna chiedessero la collaborazione dell'Italia, forse, si guadagnerebbe tempo. Infatti, nella lotta alla minaccia dei droni siamo tra i Paesi all'avanguardia in Europa. Nelle scorse settimane, una squadra di Fucilieri dell'aria del 16° Stormo di Martina Franca ha acquisito la qualifica ad operare in autonomia con sistemi elettromagnetici per il contrasto all'uso illegittimo dei droni – Counter unmanned aerial system (C-UAS). Si tratta di un sistema radar di rilevamento, con ottiche diurne e notturne e dispositivi per l'interdizione elettronica per inibire il volo assicurando la necessaria sicurezza, in particolare per la protezione di aeroporti, infrastrutture critiche o siti sensibili. L'attività è stata resa possibile grazie ad una delle collaborazioni in atto tra l'Aeronautica militare e  IDS "Ingegneria dei sistemi", società italiana che fornisce ricerca, innovazione e tecnologie per la sicurezza nei settori aeronautici e dei sistemi senza pilota. Un esempio virtuoso del "sistema Italia", risultato della cooperazione tra la Forza armata e settori specializzati dell'industria nazionale, in risposta a sfide e minacce dall'aria sia in ambito civile che della difesa.

Positivamente impiegata nel dispositivo di protezione per la sicurezza di precedenti grandi eventi, la capacità acquisita di recente dai Fucilieri dell'aria si colloca tra le diverse forme di risposta che l'Aeronautica militare è in grado di assicurare per il contrasto di minacce derivanti dall'utilizzo di droni nel più ampio sistema di difesa aerea asimmetrica. Essa peraltro integra le capacità di tipo cinetico già conseguite dei Fucilieri del 16° e del 9° Stormo, da terra e dall'aria, quest'ultima in particolare a bordo di elicotteri nella funzione Slow mover interceptor operator (SMIO) per intercettare e se necessario neutralizzare velivoli di piccole dimensioni o ultraleggeri. Di fronte a nuove sfide e minacce incombenti, le capacità C-UAS dei Fucilieri dell'aria offrono  dunque uno spettro di risposte tout court rispetto all'uso illegittimo dei droni, riflettendo l'imperativo di integrare i tradizionali sistemi di difesa aerea convenzionale con elementi di protezione innovativi.

Negli scenari in continua e imprevedibile evoluzione, l'Aeronautica militare conferma anche in questo settore la costante valorizzazione delle capacità attigue dei propri sistemi d'arma, esaltando le potenzialità degli stessi per un crescente apporto alla sicurezza della collettività. Un impegno che trova conferma anche nelle capacità e nel carattere duale della compagine Fucilieri dell'aria, componente dell'Aeronautica militare specializzata nella "Force protection for air Operation", impegnata in tale veste anche nella sicurezza di alcuni aeroporti italiani nell'ambito dell'operazione Strade sicure. ​Il 16° Stormo è il reparto dei Fucilieri dell'aria. Dal 2004 ha sede sulla base di Martina Franca. Il 16° Stormo discende dal 6° Gruppo aeroplani che si distinse nella battaglia d'Istrana nel 1917. Oggi è  un reparto combattente del comando della Squadra aerea, alle dipendenze del Comando forze di supporto e speciali, con compiti di protezione delle forze. Dal 2004  ha operato in 37 diverse missioni internazionali, in ben 18 teatri operativi nel mondo, maturando oltre 36 mila ore di volo, di cui 25 mila per la sicurezza degli aeromobili dell'Aeronautica militare e di chi si trova a bordo. Dall'agosto del 2005 al dicembre 2014, i Fucilieri dell'Aria sono stati presenti in Afghanistan per assicurare la protezione della base di Herat. Il 5 aprile 2015, la bandiera di guerra del 16° Stormo "Protezione delle Forze" è stata decorata con Medaglia d'argento al Valore aeronautico dal presidente della Repubblica.

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