Martedì 23 Aprile 2019 | 20:06

NEWS DALLA SEZIONE

AERONAUTICA MILITARE
Coppia si perde nei boschi di monte Bulgheriasoccorsa da equipaggio dell'84° Csar di Gioia

Coppia si perde nei boschi di monte Bulgheria, soccorsa da 84° Csar di Gioia

 
MARINA MILITARE
Sommergibili, 24 nuovi "delfini"consegnati a Taranto i brevetti

Sommergibili, 24 nuovi "delfini"
consegnati a Taranto i brevetti

 
ESERCITO
Lecce, commemorata la battaglia di Koplikuil 31° reggimento carri ricorda il passato

Lecce, commemorata la battaglia di Kopliku
il 31° reggimento carri ricorda il passato

 
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Brindisi, emergenza alluvioni in Iranpartito dalla base Onu aereo con aiuti

Brindisi, emergenza alluvioni in Iran
partito dalla base Onu aereo con aiuti

 
AERONAUTICA MILITARE
Sei F-35 del 32° Stormo di Amendolaalla esercitazione Iniohos in Grecia

Sei F-35 del 32° Stormo di Amendola
alla esercitazione Iniohos in Grecia

 
MARINA MILITARE
Taranto, consegna del brevettoa 24 nuovi sommergibilisti

Taranto, consegna del brevetto
a 24 nuovi sommergibilisti

 
LA VISITA
Gioia, il comando della "Pinerolo"a lezione di logistica operativa

Gioia, il comando della "Pinerolo"
a lezione di logistica operativa

 
AERONAUTICA MILITARE
Da Gioia del Colle a Bergamovolo sanitario salva vita

Da Gioia del Colle a Bergamo
volo sanitario salva vita

 
AERONAUTICA MILITARE
Le Frecce Tricolori e San Nicolala tradizione si rinnova ancora

Le Frecce Tricolori e San Nicola
la tradizione si rinnova ancora

 
GUARDIA COSTIERA
Bari, la Giornata del narein porto la nave Diciotti

Bari, la Giornata del mare
in porto la nave Diciotti

 
AERONAUTICA MILITARE
Velivolo tedesco perde contatto radioi jet del 36° lo intercettano sul Montenegro

Velivolo tedesco perde contatto radio
i jet del 36° lo intercettano sul Montenegro

 

Il Biancorosso

L'ANALISI
Bari, e adesso cosa si fa?Si accarezza il sogno scudetto

Bari, e adesso cosa si fa?
Si accarezza il sogno scudetto

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaSull'Isola di Capraia
Migranti, 17 curdi sbarcano alle Isole Tremiti: tra loro donne e bambini

Migranti, 18 curdi sbarcano alle Isole Tremiti: tra loro bimbo paraplegico

 
PotenzaLe indagini
Disastro ambientale Val D'agri, suicida avvisò con memoriale

Disastro ambientale Val D'agri, suicida avvisò con memoriale

 
BariL'intervista
Loredana Ascenza Fasano: «Ricomincio dai Verdi dopo la rinuncia ambientalista M5S»

Loredana Ascenza Fasano: «Ricomincio dai Verdi dopo la rinuncia ambientalista M5S»

 
MateraOperazione della Polizia
Metaponto, nello zaino con un chilo di droga: in cella gambiano

Metaponto, nello zaino con un chilo di droga: in cella gambiano

 
BatIl furto
Trinitapoli, rubano 5mila carciofi dai campi: 4 arresti

Trinitapoli, rubano 5mila carciofi dai campi: 4 arresti

 
BrindisiVento forte
Brindisi, maltempo blocca nel porto traghetto per Valona

Brindisi, traghetto bloccato dal vento nel porto: era diretto a Valona

 
TarantoL'operazione dei cc
Laterza, ruba alcol, soldi e tabacchi in un bar: arrestato 40enne

Laterza, ruba alcol, soldi e tabacchi in un bar: arrestato 40enne

 
HomeIl martedì dei leccesi
A Lecce la Pasquetta continua con «Lu riu»: tra pic nic e musica

A Lecce la Pasquetta continua con «Lu riu»: tra pic nic e musica

 

Aeronautica Militare

In volo con gli Angeli del soccorso
«Notte e giorno pronti al decollo»

Il racconto del gruppo Csar di Gioia del Colle pronto ad affrontare qualsiasi emergenza

Gli Angeli del soccorso

HH-139 dell'84°Csar

GIOIA DEL COLLE - Ogni volta che si trova a passare dal porto di Bari, lo sguardo non può fare a meno di fermarsi sul relitto bruciato, ormeggiato alla banchina, del traghetto “Norman Atlantic”. Il  tenente colonnello Alessandro Antico, pilota elicotterista dell’84° C/Sar (Combat search and rescue) , chiude gli occhi e riavvolge la pellicola della “madre di tutte le missioni”. Quella che lo riporta alla notte del 28 dicembre 2014. Quando trascorse 12 ore in volo, tra onde alte sei metri, vento a raffiche, colonne di fumo e fiamme, per salvare le centinaia di persone rifugiate a prua, l’unico posto risparmiato dal fuoco. Ma di solito la prua è anche la parte più esposta a rollio e beccheggio.

I ricordi non si cancellano, si custodiscono, rivivono, si raccontano, rappresentano i mattoni che costruiscono la vita di un pilota del soccorso: “La scena era surreale. Dovevo tenere l’elicottero fermo il più possible, assecondando il moto ondoso che faceva andare su e giù la nave, per impedire che la cesta utilizzata nelle operazioni di recupero dei naufraghi sbattesse contro qualche ostacolo. Il mare era forza 8. Con forza 7 non si decolla, soprattutto di notte quando mancano i punti di riferimento. Quella domenica si doveva comunque volare. C’erano vite umane da salvare, donne e bambini da recuperare, non si poteva tentennare. A volte la differenza tra la vita e la morte la può fare l’incertezza. Così abbiamo preso i visori notturni Nvg e siamo partiti”. Il fotogramma del comandante dell’84° è nitido: “Vedevo tutte le automobili bruciate addossate su un fianco del traghetto inclinato. Sembrava di essere su un set cinematografico”.   

Dalla “Norman Atlantic” in balia del canale d’Otranto, all’aeroporto Brindisi e viceversa. L’equipaggio dell’elicottero carica coperte per riparare dal freddo le persone ancora bloccate sul traghetto e scaricare gente infreddolita, impaurita, ferita, disperata.   Una, due, tre volte. Avanti e indietro. Fino all’alba.

A dare un’occhiata ai filmati della missione rintracciati su internet si rimane senza fiato. Non è un film. E’ qualcosa di più. E’ la realtà che supera l’immaginazione. Bisogna vedere per capire le difficoltà operative della missione e la professionalità di chi era a bordo degli HH139A in hovering sulla nave. Dopo quella domenica l’84° C/Sar (la C sta per Combat) è diventato il reparto più decorato del soccorso aereo. Medaglie al valore di bronzo e d’argento per chi vigila sulla sicurezza di cinque regioni del Sud, assicurando la prontezza operative in 30 minuti dalla chiamata. “Beh, se è necessario, andiamo in volo anche in 15 minuti”, dice con un pizzico di orgoglio Antico. I riconoscimenti fanno piacere. Gli abbracci dei familiari al ritorno dall’inferno e la consapevolezza di aver svolto al meglio il proprio lavoro non si dimenticano mai.

Nella sala di ritrovo degli equipaggi, sulla cappa del camino della sede del reparto nella base di Gioia del Colle, fa bella mostra un giubbotto di salvataggio di colore arancione. “E’ quello indossato dal primo naufrago  portato in salvo. Ci ricorda sempre lo scopo del nostro lavoro: salvare vite umane”.
  
“Quelli della notte”, li hanno ribattezzati. E’ stato così anche per la “Ezadeen”, la nave-bestiame  zeppa di migranti, abbandonata dall’equipaggio e rimasta senza carburante in mezzo al mare del Salento. Sempre di notte. Il telefono squilla nella base. Bisogna partire. Antico indossa i visori e va. Sembra di stare al luna park: altro giro,altra corsa. Stavolta deve calare col verricello l’equipaggio di… riserva. Marinai in grado di ripendere il controllo della nave. Chissà perchè, le richieste più complesse arrivano sempre di notte.

Oggi il turno di allarme di 24 ore tocca ad un altro equipaggio. I piloti sono nella palazzina bassa che ospita l’84°. Specialista, infermiere e aerosoccorritore completano la cinquina. L’elicottero è nell’hangar. Una macchina snella, veloce, tecnologicamente avanzata, in grado di ridurre I tempi di intervento rispetto al passato. Oggi, col radar di scoperta e le apparecchiature all’infrarosso, cercare un corpo in mare è molto più facile.

Il capo equipaggio spiega: “In attesa della richiesta di intervento, non restiamo mai on le mani in mano. L’addestramento, soprattutto mentale, continua. Come? Ad esempio, simulando una missione. Individuiamo un obiettivo e pianifichiamo il più possibile gli eventuali imprevisti, studiamo le rotte alternative da utilizzare in caso di condizioni meteo avverse, localizziamo i punti idonei al rifornimento e gli aeroporti più vicini. Insomma, è difficile annoiarsi”.

Escursionisti da cercare, recuperi da zone montuose, malati da trasportare, incendi da spegnere. E poi terremoti, crolli, alluvioni, missioni estere. Lì dove c’è un problema serio, “quelli della notte” ci sono.  La macchina nazionale del soccorso li impiega come extrema ratio, l’ultima risorsa: loro vanno dove gli altri non possono arrivare.  

Poi c’è quella lettera “C” di combat. Il reparto è uno dei fiori all’occhiello dell’Aeronautica militare ed è nato soprattutto per il recupero dei piloti abbattuti. Magari, giusto per non annoiarsi, dietro le linee nemiche. Ecco, allora, le missioni combat, caratterizzate dal volo tattico ad una manciata di metri dal suolo, scansando gli ostacoli come in un videogioco. Oppure l’utilizzo di uomini e mezzi  per scongiurare le minacce più insidiose, come quelle di un utraleggero o di un drone che a bassa velocità potrebbero piombare sulla folla in occasione dei macroeventi: G7, G20, i viaggi del Papa, gli incontri tra delegazioni diplomatiche. L’elenco è lungo e variegato. Adrenalina e sangue freddo, emozione e coraggio, rischio e addestramento. Ma basta un sorriso di gratitudine per ripartire di nuovo. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400