Domenica 26 Settembre 2021 | 17:49

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

nel Potentino

Latronico, sistema della «gabbie» per mettere un freno all'invasione dei cinghiali

Gli animali sono stati visti circolare in paese e si cerca di fermarli

Latronico, sistema della «gabbie» per mettere un freno all'invasione dei cinghiali

Cercare di catturare i cinghiali che arrivano fin nel cuore dei centro abitati. Ma come? Con le gabbie. Potrebbe presto avvenire a Latronico, la cittadina termale da cui, nelle ultime settimane, è stato lanciato ancora più prepotentemente l’allarme del pericolo cinghiali. Non che in Basilicata non ci fossimo accorti del problema e, anzi, da anni cittadini e amministratori continuano a chiedere aiuto; ma proprio a Latronico è capitato che per diverse sere consecutive dei cinghialotti sono stati visti indisturbati vagare nella piazza principale del paese.
Pochissimi giorni fa il sindaco Fausto De Maria, che assieme ad altri suoi colleghi aveva partecipato ad un incontro in Prefettura pochi giorni prima, ha scritto in un messaggio sui social l’idea: «Abbiamo fatto una riunione presso il nostro Comune – ha scritto De Maria – con i presidenti delle associazioni venatorie, carabinieri e carabinieri forestali per condividere un’ordinanza sindacale contingibile ed urgente per catturare i cinghiali all’interno del nucleo urbano attraverso le gabbie, e poi collaborare con i selecontrollori per monitorare le aree su cui intervenire».

Dopo l’incontro presso la Prefettura di Potenza sembra che quella citata dal primo cittadino di Latronico sia la prima misura concreta messa in campo.
A margine di quel vertice, lo stesso De Maria aveva spiegato che durante l’incontro era stato anche chiarito che, in caso di estrema emergenza, i Comuni hanno la facoltà di regolare gli abbattimenti attraverso ordinanze. Per quanto concerne le carcasse, l’idea è di ricorrere all’incenerimento. L’idea di catturare questi animali con le gabbie non è nuova in Italia.
Per esempio: il consiglio comunale di Penne, in Abruzzo, l’8 maggio scorso, ha approvato un regolamento per ridurre il numero di cinghiali nell’area protetta della riserva regionale Lago di Penne, gestita dalla cooperativa Cogestre, tramite l’adozione di recinti di cattura (’associazione Cospa aveva annunciato di aver presentato una segnalazione alla Procura della Repubblica di Pescara). Stessa cosa, anche se qualche anno prima (nel 2013) a Genova. In provincia di Savona, l’estate scorsa, fece scalpore la vicenda della cattura di alcuni cuccioli di cinghiale morti in una gabbia-trappola, «tra i lamenti strazianti della mamma- si legge sulla stampa- che, impotente, cercava di liberarli» e con una valanga di lettere di proteste chiesta dall’Enpa (l’Ente nazionale protezione animali) all’indirizzo del presidente della Regione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie