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«Gravità indiziaria immutata» ed «esigenze cautelari ritenute sussistenti ed attuali in base a considerazioni “di contesto ambientale”». Il Gip di Potenza Rosa Maria Verrastro ha detto no all’istanza con cui il difensore del sindaco di Melfi Livio Valvano, l’avvocato Gaetano Araneo, aveva chiesto la cessazione del divieto di dimora nella città federiciana. Un’istanza presentata venerdì scorso, dopo l’interrogatorio di garanzia nel quale Valvano aveva risposto per due ore alle domande del Gip ritenendo di aver chiarito tutti gli aspetti delle contestazioni che gli venivano mosse.

Valvano, in relazione all’impianto di illuminazione per il natale 2017 (era stato intercettato a discutere di fornitura e importi con una ditta a settembre e la stessa ditta si era poi aggiudicata la gara-lampo pubblicata sul mercato elettronico della pubblica amministrazione a fine novembre), aveva sostenuto che, nona vendo personale qualificato si aera avvalso dell’opera dell’imprenditore per progettare l’intervento su cui chiedere l’ok delle sovrintendenze coinvolte, ma il giudice ha osservato che «appare evidente che non si trattava affatto di una progettazione preliminare da sottoporre agli enti amministrativi (la contrattazione non riguardava le sole luminarie da montare sul castello ma l’intero contratto), ma di una trattativa volta a concordare le condizioni dell'appalto, circostanza che unitamente alla pubblicazione della richiesta di offerta per soli due giorni (compresi sabato e domenica) non avrebbe consentito ad altri di esprimere una offerta».

Del resto, osserva il Gip Verrastro, «gli incarichi di progettazione sono affidabili anch’essi, salvo eccezioni, mediante procedure negoziate o vere e proprie gare, con pubblicazione del bando». E quanto al fatto sostenuto da Valvano che avesse poi demandato agli uffici gli aspetti contrattuali e di gara «la circostanza che l’individuazione dei contraenti fosse effettuata da Moscaritolo - afferma il Gip - appare in contrasto con quanto emerge dalle intercettazioni in materia di affidamento degli incarichi di progettazione».

Infine il Gip scarta anche l’ipotesi che l’affidamento possa essere considerato «materia esclusa» (ossia esentata dalla gara) dal codice degli appalti poiché opera di valore artistico, «circostanza allo stato indimostrata» osserva, aggiungendo che la procedura negoziata in questi casi prevista «implica la consultazione di più operatori economici». Andavano, cioè, selezionati «almeno 5 operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei» da consultare e poi l’amministrazione poteva scegliere «mediante procedura aperta, ristretta o mediante procedura competitiva con negoziazione».

MelfiBocciata la tesi dell’incontro con l’imprenditore per la progettazione da sottoporre alle soprintendenze

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