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LA PRIMA PAGINA STORICA

Tripoli è «invasa» dai marinai italiani

L'iniziativa: le edizioni storiche per i 130 anni de «La Gazzetta del Mezzogiorno»

La prima pagina storica del 7 ottobre 1911: Tripoli è «invasa» dai marinai italiani

«Viva Tripoli italiana!»: è questo il titolo con cui esce il 7 ottobre del 1911 il «Corriere delle Puglie». La pagina è pubblicata con la «Gazzetta», nell’ambito delle iniziative storiche che il nostro giornale sta portando per celebrare i suoi 130 anni di vita.

Una pagina che rappresenta e fotografa un momento importante della nostra storia, quando il primo ministro italiano Giovanni Giolitti iniziò la conquista della Tripolitania e della Cirenaica. Il 4 ottobre 1911, furono inviati a Tripoli contro l'Impero Ottomano ben 1732 marinai al comando del capitano Umberto Cagni.

Con la Presa di Tripoli attuata dai marinai della Regia Marina, ebbe praticamente inizio la guerra italo-turca che vide contrapposta l'Italia e l'Impero Ottomano per il possesso della Libia ottomana.

Oltre 100mila soldati italiani riuscirono a ottenere dalla Turchia quelle regioni attualmente definibili libiche nel Trattato di Losanna del 18 ottobre 1912, ma solo la Tripolitania fu effettivamente controllata dal Regio esercito italiano, sotto la ferrea guida del governatore Giovanni Ameglio.

All'interno dell'attuale Libia, principalmente nel Fezzan, la guerriglia indigena continuò per anni, a opera dei turchi e degli arabi di Enver Pascià e di Aziz Bey. In questa zona, negli anni successivi alla fine della Prima guerra mondiale, la Francia e la Gran Bretagna cedettero alla sovranità italiana ampi territori desertici, nel tentativo di spegnere le polemiche di Roma sulla cosiddetta vittoria mutilata.

Il 2 ottobre 1911, la squadra navale italiana prese posizione davanti al porto di Tripoli dove aveva il compito di mantenere sicure le acque in vista del previsto sbarco del corpo di spedizione ed impedire l'afflusso di rinforzi e rifornimenti dalla Turchia.

Intanto la Regia Marina aveva ricevuto l'ordine di intimare la resa alla guarnigione turca e in caso di rifiuto di aprire le ostilità.

Faravelli era contrariato all'idea di iniziare le operazioni belliche poiché l'esercito non era ancora pronto ad intervenire a terra e le forze imbarcate non erano sufficienti. Nella stessa giornata giunse un telegramma da Roma che spronava Faravelli a procedere rapidamente nell'aprire le ostilità.

Infatti il Governo italiano temeva che nelle tre settimane che si valutavano necessarie per dispiegare il corpo di spedizione potessero iniziare dei negoziati con i Turchi che avrebbero vanificato tutta l'operazione.

Nell’edizione di quel giorno, il «Corriere delle Puglie» riferisce ogni particolare dell’occupazione: la bandiera italiana a Tripoli.

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