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LA PRIMA PAGINA STORICA

La pagina del 1914
sull'assassinio di Sarajevo

L'iniziativa: le edizioni storiche per i 130 anni de «La Gazzetta del Mezzogiorno»

La pagina storica del 1914 sull'assassinio di Sarajevo

In occasione della nostra iniziativa promossa per i 130 anni della Gazzetta, fondata nel 1887, ecco la prima pagina del Corriere delle Puglie del 29 giugno 1914, aperta da un titolo storico: «L'Arciduca Ereditario d'Austria e la moglie assassinati».

L’attentato di Sarajevo fu il gesto che cambiò la nostra storia: il giornale fornisce particolari di cronaca e commenti a caldo e la lettura è molto interessante.

Com’è noto, fu questo l’evento, o meglio il pretesto, che diede il via alla prima guerra mondiale.

L’assassinio fu compiuto dal giovane attentatore serbo-bosniaco Gavrilo Princip contro l'arciduca e la moglie Sofia durante la visita ufficiale nella città bosniaca il 28 giugno.

In quel giorno di solenni celebrazioni in onore di San Vito e festa nazionale serba, Francesco Ferdinando e Sofia furono colpiti a morte mentre percorrevano in auto le strade di Sarajevo in mezzo a due ali di folla.

Di qui furono sparati due colpi di pistola esplosi da Princip, giovane nazionalista membro della Mlada Bosna (Giovane Bosnia).

Nei mesi precedenti all'attentato, Princip venne a contatto con il gruppo terroristico ultra-nazionalista Crna ruka (Mano nera), che mirava all'autonomia della Bosnia dal giogo austriaco, per diventare parte integrante della Serbia, e con questa organizzazione pianificò l'attentato. L'arciduca e consorte, prima di essere uccisi, scamparono ad un primo attentato dinamitardo. Il gesto fu assunto dal governo di Vienna come il casus belli che diede formalmente inizio alla prima guerra mondiale.

Appena un mese dopo l'uccisione della coppia, il 28 luglio l'Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia, dando il via ad un conflitto senza precedenti nella storia, che avrebbe richiesto la mobilitazione di oltre 70 milioni di uomini e la morte di oltre 9 milioni di soldati e almeno 5 milioni di civili.

Clicca qui per vedere le altre Pagine Storiche Gazzetta.

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