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LA PRIMA PAGINA STORICA

Trento e Trieste liberate
Pagina del 1918

L'iniziativa: le edizioni storiche per i 130 anni de «La Gazzetta del Mezzogiorno»

La prima pagina storica del 4 novembre 1918: «Viva Trieste e Trento italiane!»

In occasione della nostra iniziativa promossa per i 130 anni della Gazzetta, fondata nel 1887, ecco la prima pagina del Corriere delle Puglie (come si chiamava allora il giornale) del 4 novembre 1918, aperta dal titolo «Viva Trieste e Trento italiane!».

Un titolo storico per una giornata davvero storica, che segnò il momento in cui - come si legge nel rigone della prima pagina - il Tricolore cominciò a sventolare a San Giusto e sul Buon Consiglio.

Il giornale racconta ogni particolare di ciò che accadde: Trento e Trieste redente, le truppe italiane sbarcate, la liberazione di Rovereto.

Il 4 novembre 1918 le truppe italiane entrarono finalmente a Trieste, accolte con irrefrenabile entusiasmo. «Pressoché tutta la popolazione italiana era in strada ad attendere i liberatori. Testimoni dell'esercito italiano ricordano con commozione l'avvolgente abbraccio dei triestini, rilevando pure l'aspetto macilento e sottomesso della folla, sottoposta per tutta la durata della guerra alle stesse privazioni della popolazione dell'Austria », si scrive.

Al termine della prima guerra mondiale, Trieste fu unita all'Italia.

L'annessione formale della città e della Venezia Giulia avvenne però solo due anni più tardi, fra il novembre 1920 e il gennaio 1921, allorquando questa divenne effettiva con il trattato di Rapallo.

Il messaggio del presidente del Consiglio, Vittorio Emanuele Orlando, al generale Armando Diaz, capo di stato maggiore dell’Esercito, e all’ammiraglio Emilio Thaon di Ravel, comandante supremo della Marina, alla liberazione di Trento e Trieste fu questo: «Il prodigio si è compiuto. Si è compiuto come neppure le nostre più audaci speranze potevano figurarsi. Un unico giorno ha visto insieme liberati gli estremi lembi della patria invasa e il tricolore sventolare sulle due città per le quali i nostri cuori sanguinarono nella tacita attesa, fiammeggiarono nella lotta leonina. La geniale saggezza dei duci, la costanza indomita e l’ardimento eroico dei soldati e dei marinai, hanno ravvivato di nuova luce immortale la grandezza e la gloria d’Italia: essa non si spegnerà nei secoli. A tutti quanti furono alti e umili artefici di questo prodigioso si rivolge la riconoscenza infinita della Patria. Da lontano invio all’E.V. un saluto che è un grido di fede, di commozione, di esaltazione quale la parola non potrebbe mai».

E ancora: il giornale scrive «Il tricolore sventola a Trento»; «le truppe italiane occupano Trento e Trieste. Alle 15.15 del 3 novembre i cavalleggieri del reggimento “Alessandria”, un reparto di arditi, gli alpini e gli artiglieri entrano a Trento».

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