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La festa patronale

Matera, una Madonna della Bruna da "capitale": ecco lo strappo del carro

Carro distrutto in piazza prima dei fuochi che hanno illuminato il cielo sulla città

Matera, una Madonna della Bruna da "capitale": ecco lo strappo del carro

foto Genovese

MATERA - In piazza. Il carro trionfale della Madonna della Bruna, edizione 2019, è stato strappato nel cuore della città. Come sempre, indimenticabili sono risultate le fasi dell’assalto, con le statue recuperate e passate di mano in mano fino ad atterrare nell’ammirazione generale sulle teste del popolo festante. Tutto si è svolto in pochi attimi. Ma sono sembrati lunghissimi. Minuti scanditi in una sequenza vissuta quasi al rallentatore, mentre ogni singolo attimo si è concluso in un immersione totale tra adrenalina e passione. Sentimenti che vengono da lontano e conquistano di anno la comunità dei materani, così come gli increduli turisti, partecipi di un rito dalle origini antichissime, soggiogati da una festa inattesa, intensa e mai vista in vita loro.

Era ancora buio quando i primi rintocchi delle campane della Cattedrale hanno annunciato l’avvio del giorno più lungo. Sveglia all’alba, ieri mattina. In marcia per la Processione dei Pastori, particolarmente seguita dai più giovani. Difficile quantificare il numero dei gioiosi partecipanti, forse più di diecimila. È così che, da secoli, a Matera inizia il 2 luglio.
Un antefatto. Sul fare della notte, dal Comune è giunto il via libera per l’allestimento degli spazi dedicati alle giostre in piazza Matteotti. Un permesso prima negato e dopo concesso, ma solo in parte, quindi, non a tutti i giostrai. Seguendo il calendario liturgico, in questa giornata si celebra la festa della Visitazione. È una ricorrenza di origine francescana. I frati minori la importarono dalla Terra Santa e iniziarono a diffonderla già nel 1263. Si festeggia in varie località d’Italia, insieme a Matera, c’è Siena e il suo celebre Palio. Ma in ogni luogo non mancano leggende riconducibili alla fede popolare. Una di queste racconta di una ragazza apparsa di colpo a un contadino che stava rientrando dai campi verso casa. La fanciulla chiese un passaggio sul carretto dell’uomo e, dopo averla accompagnata fino alle porte della città, vicino la chiesetta di Piccianello, la vide trasformarsi in statua. La Vergine salutò quindi l’incredulo contadino dicendogli queste parole: «È così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città».

Esistono almeno altre due versioni, non meno popolari della leggenda. Per quanto rimane suggestiva la narrazione che evidenzia la volontà della Madonna di fare il suo ingresso a Matera su un carro trionfale. Una chiara evocazione del manufatto di cartapesta che da secoli incontra puntualmente la sua distruzione nel cuore della notte. Evoca una grande nave colorata che attraversa la folla tra ondate di entusiasmo e ammirazione. Dalla Chiesa di Piccianello, la navigazione, anche questa volta, è giunta attraverso le vie del centro fino al sagrato del Duomo. Qui, concluse le celebrazioni religiose, la sacra immagine della protettrice della città, che era stata trasferita in mattinata a Piccianello - dopo l’omelia dell’arcivescovo e scortata dai variopinti drappelli dei Cavalieri della Madonna della Bruna, è tornata in Cattedrale. Obbligatori i ben augurali tre giri ai piedi del campanile del 1270. Subito dopo, iI carro è stato consegnato al popolo per il rituale «strazzo» in piazza Vittorio Veneto. Un tempo lunghissimo che procede a singhiozzo e tra schermaglie varie finalizzate a assicurare l’arrivo nel cuore del centro del Carro trionfale prima della sua distruzione rituale. Dinamica che ha trovato il suo consueto epilogo in un applauso liberatorio a cielo aperto.

L’opposto delle bordate di fischi che avevano accolto poco prima, nello stesso luogo, il passaggio di amministratori ed esponenti politici vari. Consumato lo strappo, il tempo di riaversi da uno stupore sempre nuovo e la folla ha iniziato a defluire in ogni stradina dei rioni Sassi. Una corsa per assicurarsi la postazione migliore e non perdere l’appuntamento con i giochi pirotecnici che accendono il cielo sopra Matera, rinnovando con gli ultimi botti il colorato spettacolo alla prossima edizione della festa.

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