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LETTERE AL DIRETTORE

Bari, è tutta in salita la rincorsa di Camplone

Caro Camplone, che bella gatta da pelare le ha lasciato il suo predecessore sulla panchina del Bari. Una bella eredità, una squadra senza un gioco passabile, armata solo di buone intenzioni tradotte poche volte in gol. Raramente più di uno. Un’eredità con la ciliegina finale sulla torta d’un dicembre nero, avvelenato da quattro sconfitte con tanti saluti da Cagliari e Crotone in fuga (trionfale?) verso il Paradiso della Serie A.
Adesso tocca a lei il difficile lavoro di ricucitura e di rilancio. La corsa è dura, tutta in salita. Non basterà arrivare primi ai traguardi volanti, intermedi. Non basteranno i pareggi, meno che mai quelli interni oltre agli zero a zero come a La Spezia. Daranno speranza, forse una momentanea fiducia ma non incideranno su quella maledetta classifica che si allungherebbe implacabile davanti al Bari. Qui c’è da scalare una ventina di Tourmalet, di Pordoi, colli da tre punti in casa e fuori da prendere a tutti i costi, mettere subito in classifica sperando che altri davanti a noi rallentino.
Qui c’è da mettere sotto, far lavorare tutti i giocatori. I titolari, anche i cosiddetti insostituibili insieme a quelli da sempre in riserva e recuperabili. Riscoprire i giovani che promettono da anni, puntare su qualche buon giocatore da acquistare subito - prima che altri ce lo soffino - con i pochi resti che restano nelle tasche di Paparesta. Capito bello Dezì e di Papà Romeo? C’è da mettere sotto e sulla bilancia Maniero per ritrovarcelo con qualche chilo di meno e qualche gol di più nella classifica marcatori.
C’è da risolvere il rebus Sansone, vedere in quale casella collocarlo, se possiamo avvalerci della sua forza nel gioco delle parole e dei ruoli incrociati dell’attacco. In attesa di De Luca non c’è più da aspettare – ormai gli anni pesano, correre sempre stanca - che Rosina si decida ad inventarsi regista di ripiego dietro le due punte. Se servirà dietro anche ad una terza, di complemento. Facciamo di necessità virtù. Non sarà un Pirlo ultima versione Juve ma non è un pirla. Le qualità non gli mancano. Ci pensi il tecnico.
Nella sua dura corsa in salita Camplone lo sa, non può perdere di vista soprattutto la coda del plotone. Difesa e centrocampo. Se Sabelli andrà in A mettiamo accanto a Donkor un altro possibilmente d’un colore diverso. Se Gemiti come pare resterà prendiamo un altro terzino che soffra in silenzio. Non aggiunga, non mandi altri gemiti. Se è vero che tutti hanno una mamma non è detto che il Bari debba avere anche una Mammarella. Se Donati e Contini andranno via salutiamoli come meritano, con l’onore delle armi.
Se a De Cesare va dato quel che è De Cesare, attenti cedendolo non diamo al Bari quella che non deve essere data al Bari: un’altra fregatura. Più o meno lo stesso discorso per il romeno Rada. Ora tutti al lavoro, ad allenarsi meglio e di più. Servirà a fare meno errori nelle partite e servirà anche a mandare di meno in giro i giocatori a promuovere come madonne pellegrine l’immagine del Bari 1908. Se ad una promozione dobbiamo puntare è quella in Serie A. Se riusciremo a farcela…

Vittorio Torelli (Bari)

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