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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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emergenza a gallipoli

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spiaggia Purità Gallipoli

Giuseppe Albahari

GALLIPOLI - Cresce la preoccupazione per l’erosione che sta interessando l’arenile del versante sud del seno della Purità. Ciò, di pari passo con l’attesa di una risposta alla richiesta d’incontro che – si apprende dal Palazzo – il sindaco Stefano Minerva ha indirizzato al Provveditorato alle opere pubbliche e al genio civile per le opere marittime di Bari. In verità, si vorrebbe tornare alla situazione pregressa, ma non c’è una vecchia pellicola da riavvolgere. La speranza, allora, è che la natura ritorni a modellare i luoghi come lei sola può fare; e per sperare che ciò avvenga, «è necessario che siano rimossi i massi superflui». Ossia, massi che, al di là di ciò che si era appreso a proposito della protezione del baluardo San Francesco d’Assisi, sono stati depositati anche alla base della Torre Sant’Agata e delle mura contigue.

Per molti, il panorama del seno della Purità che si apre allo sguardo di chi sopraggiunge dalla riviera Cristoforo Colombo e si affaccia dal bastione San Benedetto, è il “quadretto” più bello della città, armonioso più che gradevole, originale come può esserlo l’unico arenile che il tempo ha “incastonato” come pietra preziosa ai piedi delle mura del centro storico. Un luogo che, evidentemente non a caso, spesso è stato scelto come scenografia per messaggi e promo pubblicitari, da Conad ad Alpitur, da Salé alla camiceria Belmonte, dalla trasmissione gastronomica di Alessandro Borghese per Sky a Costa Crociere. Tutti colpiti, evidentemente, dal suo perfetto equilibrio estetico.

Per i gallipolini, però, è molto di più: la Purità ha un valore identitario. La prova, ove dovesse occorrere, è nella levata di scudi che si è sempre registrata quando si è magari solo paventata una qualche forma di privatizzazione. Il timore è stato tale, che da circa otto anni esiste un profilo facebook intitolato «Giù le mani dalla spiaggia della Purità», costituito «per garantirne lo status di bene pubblico ed evitare che faccia la fine del centro storico purtroppo ridotto a pacchiano bazar».

Proprio i due amministratori del gruppo, Mariano Leo Piro e Roberto Negro, danno ora voce a preoccupazioni e speranze dei cittadini. Ritornano innanzitutto a chiedere – come già fatto, prima che il fenomeno erosivo si manifestasse, dall’associazione Gallipoli Nostra - «se il progetto dei lavori sia stato preventivamente valutato con approfonditi studi di fattibilità e sia stato preso in considerazione l’autorevole parere di qualche esperto in materia di tutela ambientale».

Inoltre, si sono assunti il compito di sensibilizzare alla vicenda i media anche lontani dalla realtà cittadina, e non solo. «Abbiamo coinvolto diverse associazioni cittadine - sostengono - e richiesto, attraverso i nostri membri, pareri di esperti in biologia marina coinvolgendo anche l’Università, in modo da avere in mano qualcosa di scientificamente inoppugnabile. Una volta raccolto tutto il materiale, ci piacerebbe organizzare una manifestazione in spiaggia coinvolgendo i cittadini, i media e le varie associazioni che appoggiano la nostra causa, ed una raccolta firme, sperando che possa portare a risolvere con tempestività la gravosa situazione attuale. Ci auguriamo di ricevere presto, dall’amministrazione comunale e dai diretti responsabili – concludono Piro e Negro – risposte esaustive e soprattutto un intervento utile al ripristino di questo angolo di Paradiso, prima che sia solo un ricordo».

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