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Al vaglio della Procura gli elementi che lascerebbero pensare che Mauro Romano sia ancora vivo.

Appena qualche settimana fa, gli ultimi giorni di ottobre, i genitori del bimbo scomparso all’età di 6 anni nel lontano 1977, Bianca Colaianni e Natale Romano, sono stati sentiti dal pm Stefania Mininni e dai carabinieri. Un colloquio teso proprio ad approfondire quali siano gli indizi che porterebbero a ritenere che Mauro sia vivo. Con l'aiuto del loro legale di fiducia, l'avvocato del foro di Bari Antonio La Scala (presidente dell'associazione Gens Nova ), i coniugi hanno prodotto una serie di documenti che proverebbero l'esistenza del figlio. Ma andiamo con ordine.

L'ipotesi prende corpo diversi anni addietro: occasionalmente la famiglia Romano ha modo di vedere una fotografia, nella quale compare un uomo vestito in giacca e cravatta. Pare che su quella persona siano stati riconosciuti dei segni distintivi che appartenevano al piccolo Mauro. Dunque, presumibilmente, qualcosa di riconoscibile sulle mani o sul volto, visto che erano le uniche parti del corpo lasciate scoperte. Da quel momento i Romano si convincono sempre di più del fatto che il bambino sia stato rapito e venduto a qualche famiglia, magari all'estero. Marito e moglie non demordono e nel 2008 si rivolgono persino al Viminale, chiedendo aiuto, nella speranza di poter rintracciare l'uomo ritratto in quella fotografia. Il Ministero accoglie la loro richiesta e si mette in contatto con le autorità degli Emirati Arabi Uniti, ma la risposta non arriva. Da Roma, poi, parte un ulteriore sollecito, e alla fine dal Paese arabo arriva un riscontro: l'uomo ritratto in foto viene rintracciato, è un noto manager di successo, ma la famiglia nega nella maniera più assoluta che possa trattarsi di Mauro. L'unico modo per scoprire la verità sarebbe la prova del Dna, ma per effettuare la comparazione è necessario il consenso della persona interessata.

La storia, però, non finisce qui. Inspiegabilmente da quel momento, e negli anni a seguire, i rapporti fra la famiglia di Racale e quella del manager si intensificano. Fonti vicine alla famiglia parlano di una fitta corrispondenza, e forse anche di contatti più stretti, avvenuti negli ultimi anni. Oltre a questo, al momento, non trapela nulla. «Non posso escludere che Mauro sia vivo - spiega l'avvocato La Scala - anche perchè non abbiamo mai trovato i suoi resti. A parte questo non ho altre dichiarazioni da rilasciare».

Nei prossimi giorni potrebbero essere notificati altri avvisi di garanzia, in relazione al sequestro del bambino. Sul registro degli indagati compare il nome di Vittorio Romanelli, il barbiere 79enne di Racale amico dei famiglia dei Romano, che proprio lunedì ha ricevuto l'avviso di conclusione indagini. secondo la Procura, Romanelli avrebbe indotto il bambino ad allontanarsi dai suoi compagni di gioco per farlo salire a bordo del suo Ape e portarlo a casa sua, dove Mauro sarebbe stato prelevato da due sconosciuti contro la sua volontà.

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