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Salento, turismo: agosto positivo ma rischio settembre nero

«Fino al 23 agosto c’è stato il tutto esaurito in qualsiasi struttura: b&b, case vacanze villaggi, alberghi, resort»

Salento, turismo: agosto positivo ma rischio settembre nero

Quello che sta per concludersi è un agosto al di sopra delle aspettative. Non tale da recuperare le perdite registrate a giugno e a luglio, ma comunque in grado di far respirare gli operatori del settore.

«Agosto - commenta Andrea Montinari del gruppo Vestas Hotels & Resort - è andato meglio rispetto alle aspettative, anche se con prenotazioni molto sotto data e con finestre di uno o due giorni. Abbiamo comunque avuto delle buone richieste sino al finesettimana scorso. L’ultima settimana è stata in discesa, eravamo arrivati anche all’80-90 per cento di occupazione nelle due settimane centrali, ora abbiamo quasi dimezzato l’occupazione. Si tratta di clientela italiana, individuale, ad eccezione di qualche gruppo nella fascia media. Purtroppo non ci aspettiamo un settembre roseo, eccezion fatta per la prima parte del mese, in virtù del campionato europeo di pallavolo under 18 che ci si svolgerà a Lecce, poi è tutto in calo».

Dello stesso parere Damiano Reale del Vivosa Apulia Resort di Ugento. «Agosto è stato buon mese, compatibilmente con la capienza massima - dichiara Reale - che ognuno si era prefissato. Noi avevamo il 70 per cento di capienza massima rispetto al totale, l’abbiamo raggiunta e avremmo riempito tutto anche se avessimo disposto della totalità dei posti. Purtroppo, però, agosto non basta, a fronte di un settembre senza stranieri e di un luglio al 50 per cento. Quindi, bene agosto, per come si sono messe le cose; anche se era ovvio che gli italiani sarebbero venuti nel Salento, dove il rapporto qualità prezzo è migliore. Ora, bisogna capire se il covid ci lascerà riprendere a lavorare con l’estero. Si preannunciano tempi duri, non solo per quel che riguarda i turisti stranieri, ma anche il turismo congressuale. Del resto, le imprese che fanno turismo di gruppo preferiscono non programmare o richiedono grande flessibilità e noi questa flessibilità non possiamo garantirla. Ecco perché guardiamo al futuro con un po’ preoccupazione».

Giudizio condiviso da Giuseppe Coppola referente del settore Turismo di Confindustria. «Agosto è stato un mese positivo, nel senso che - argomenta Coppola - è riuscito a dare un piccolo sospiro di sollievo rispetto alle perdite dei mesi precedenti. Nell’ultima settimana si è avuta una leggera contrazione per un po’ di allarme rispetto all’aumento dei casi, soprattutto nei territori più frequentati dalla movida. Anche la chiusura delle discoteche ha avuto delle ripercussioni in questo senso. Peccato. L’ultima settimana di agosto avrebbe potuto completare un buon mese, invece dobbiamo registrato una brusca battuta d’arresto. In ogni caso, rispetto a come erano partite le cose, possiamo considerarci soddisfatti. Non si sono raggiunti i numeri degli anni precedenti in nessuna parte del paese, ma le aspettative erano ben peggiori».

Più ottimista in relazione al mese di settembre, il presidente di Federalberghi Lecce, Raffaele De Santis. «Fino al 23 agosto - dice De Santis - c’è stato il tutto esaurito in qualsiasi struttura: b&b, case vacanze, villaggi, alberghi, resort. Anche nell’ultima settimana si è fatto fatica a trovare disponibilità nelle strutture delle località balneari. Siamo stati aiutati sia dal bel tempo sia dal fatto che molti italiani che non sono andati all’esterno hanno scelto la Puglia e il Salento come destinazione. Secondo uno studio condotto da Puglia Promozione, il 44 per cento di chi ha manifestato l’intenzione di venire in Puglia aveva dichiarato di voler venire ad agosto e il 33 per cento nella prima quindicina di settembre. Questo ci fa sperare in un allungamento della stagione. Se pensiamo a come si erano messe le cose sul fronte delle prenotazioni di giugno, è un risultato straordinario. Del resto, molti erano fiduciosi, perché durante la stagione si sentiva che in altre località, soprattutto estere, c’erano problemi. Molti hanno preferito restare in Italia, scegliendo la Puglia, anche perché è la regione che sotto l’aspetto della sicurezza dà maggiori garanzie».

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