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In Puglia e Basilicata

L'episodio

Leverano, nube maleodorante invade la città: abitanti chiusi in casa

Leverano, nube maleodorante invade la città: abitanti chiusi in casa

il centro di Leverano

L'ipotesi è che qualcuno abbia bruciato resti di animali, ma non ci sono conferme

05 Luglio 2019

Un’intera comunità ostaggio di una nube densa e maleodorante. E’ quanto si è verificato sull’abitato di Leverano la sera di martedì scorso, costringendo gli abitanti a chiudersi in casa, serrando porte e finestre. Qualcuno, affetto da problemi respiratori avrebbe anche accusato un malore. Sul fatto stanno indagando ora i carabinieri della locale stazione diretti dal maresciallo Gianluca Pagliara. Gli uomini dell’Arma, presso i quali ieri mattina l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Marcello Rolli per la prima volta nella storia ha presentato denuncia querela contro ignoti, sono al lavoro per individuare i colpevoli, ma soprattutto il luogo di provenienza di questa nube e le sostanze alle quali è stato dato fuoco.

Per ora si sa soltanto che il nembo proveniva da nord-est, verosimilmente dall’agro compreso tra Veglie e Carmiano. Sempre nella stessa serata di martedì a partire dalle 21 e fino alle 2 del mattino, i cittadini, compresi i vigili urbani e il sindaco che nel frattempo sono stati inondati di telefonate, hanno costituito delle ronde spontanee e setacciato il feudo della città alla ricerca del minaccioso focolaio. Purtroppo, le ricerche non hanno dato alcun esito. Del fatto sono stati interessati anche i vigili del fuoco, ma senza le coordinate necessarie è stato impossibile individuare la località. Sulla natura di quell’aria irrespirabile i cittadini si sono lanciati in diverse ipotesi. La più frequente quella secondo cui si tratterebbe di materie plastiche o di piante di pomodoro appena estirpate dopo la raccolta; altri suppongono che possa trattarsi di materiale organico di origine animale. Ma, è bene chiarire che si tratta solo di congetture del tutto prive di riscontri.

Intanto, sulla vicenda il comune di Leverano ha diffuso una nota nella quale viene spiegato che quanto accaduto l’altra sera non è un fatto isolato, ma l’ennesimo episodio dinanzi al quale occorre una mobilitazione generale per scovare e denunciare i responsabili. «Un fumo denso ha invaso il nostro paese - si legge - Migliaia di cittadini costretti a chiudersi in casa o a convivere per ore con un fumo maleodorante. Un’intera comunità tenuta in ostaggio per colpa di qualche irresponsabile. Questo accade da anni nel nostro paese e non è più tollerabile.

Questa mattina (ieri ndr), il sindaco ha consegnato ai carabinieri una denuncia-querela relativa a quanto accaduto affinché serva come deterrente contro altri episodi del genere. Siamo convinti che questo permetterà all’Autorità giudiziaria di fare indagine accurate per individuare i colpevoli». «Da oltre vent’anni Leverano combatte contro numerosi micro focolai originati dall’incendio sconsiderato di plastiche abbandonate dalle aziende agricole del posto» - ha dichiarato il sindaco Rolli. «Non posso più tollerare che i miei concittadini siano costretti a queste aggressioni. Ricordo - ha aggiunto - che in queste settimane sono stati contestati circa cinquanta verbali per aree urbane incolte, che rappresentano anch’esse un rischio per i cittadini. Bruciare sterpaglie, scarti della produzione agricola, plastica o qualunque altro materiale, è vietato, ma soprattutto è nocivo per la salute dei cittadini».

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