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Macchina di solidarietà per il 53enne, che vende penne e accendini al mercato ed è stato multato dalla finanza

Ugento, sequestro e multa ad ambulante, invalido e senza lavoro

L’inflessibilità della legge da un lato, la macchina della solidarietà dall’altro. Da una parte ci sono le forze dell’ordine, che sequestrano a Giuseppe Monaco, 53enne invalido civile di Ugento, i piccoli articoli per la casa messi in vendita per cercare di sbarcare il lunario. Dall’altro ci sono decine di persone che, nel giro di poche ore e grazie all’appello lanciato dal gruppo «Ugento nel cuore», si organizzano per offrire all’ambulante il loro sostegno nelle spese legali, e avvocati che gli offrono la loro assistenza gratuita.


Il sequestro è avvenuto in piazza Italia, durante il mercato settimanale di ieri. Giuseppe Monaco lo si vede spesso in paese, con il suo carrello da supermercato carico di casalinghi. Anche ieri mattina, come di consueto, si trovava nei dintorni dell’area mercatale. «Vendo solo cose che costano poche decine di centesimi - spiega il 53enne, nato a Torino ma da 38 anni residente a Ugento - dal nastro adesivo ai pennarelli, dalle salviettine ai cerotti, agli accendini. Certamente nulla di contraffatto. Ero con il mio carrello nella zona di piazza Italia quando mi si è avvicinata la guardia di finanza, dicendomi che purtroppo avrebbe dovuto portarmi via tutto». I finanzieri, insieme alla polizia locale, hanno chiesto a Monaco di esibire la licenza necessaria per la vendita dei prodotti. In assenza del documento, il sequestro è stato inevitabile. I 629 articoli di cui era in possesso sono finiti sotto chiave, e a suo carico è stata comminata una sanzione che, come prevede la legge, va da un minimo di 2.500 a un massimo di 15mila euro.


«Dura lex, sed lex», dicevano gli antichi. Ma pagare una multa così alta, per Monaco, sarà un’impresa impossibile. «La mia pensione - spiega - ammonta a 295 euro. Pago un affitto di 250 euro, e poi ci sono le spese. I servizi sociali mi garantiscono 75 euro al mese per i medicinali e provvedono al pagamento di qualche bolletta. Con la vendita degli articoli che mi hanno sequestrato, riuscivo a guadagnare pochi euro al giorno. Sono appena uscito dall’ospedale, dopo più di due settimane di ricovero, e tra qualche giorno dovrò ritornarci per sottopormi a un intervento a un rene».
Nonostante le tante difficoltà, però, Giuseppe non si perde d’animo: «Svolgo piccoli lavori saltuari, come volantinaggio e pulizie, anche se la mia salute non me lo permette. Sarei molto felice se qualcuno mi proponesse un lavoro, fosse anche per poche ore al giorno».

AVVOCATI PRONTI AD ASSISTERLO GRATIS - «Comprendiamo bene che Giuseppe Monaco si trova in una posizione di difetto in merito al commercio su aree pubbliche e dal punto di vista fiscale, ma la sua attività non ha mai arrecato disturbo agli altri commercianti, che anzi lo stimano e lo aiutano in più occasioni. Tra l’altro è una persona che si da molto da fare in ambito sportivo e sociale». Il comitato cittadino «Ugento nel cuore», coordinato da Angelo Minenna, ha preso a cuore la vicenda di Giuseppe Monaco e si è impegnato a garantirgli tutto il sostegno necessario per impugnare il verbale che gli è stato comminato dalla guardia di finanza e per permettergli di rientrare in possesso degli oggetti sequestrati.
«La sua pensione - aggiunge Minenna - non gli basta neanche per pagare le spese di casa, vivendo da solo e in affitto e avendo tra l’altro diversi problemi di salute. Quindi, per non andare a delinquere o a elemosinare, si adatta come può. Esiste un confine tra la legge scritta e quella non scritta: a volte, di fronte a casi umani simili, dovrebbe prevalere la seconda».
La vicenda ha suscitato molto scalpore, soprattutto dopo il post che «Ugento nel cuore» ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. In tanti si sono detti pronti ad aiutare il 53enne a superare questo momento di difficoltà. «Diversi avvocati - spiega Minenna - hanno dato la loro disponibilità ad assistere gratuitamente Giuseppe: Danilo Lorenzo, Laura De Nuzzo, Alberto Ghezzi, Fabio De Pascalis. Ci impegneremo in ogni sede a far revocare il verbale, a regolarizzare la sua posizione in termini di autorizzazioni e di licenza e lanciamo un appello al Comune di Ugento affinché restituisca la merce sequestrata a Giuseppe, visto che per legge il Comune stesso ora dovrebbe darla in beneficenza»

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