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Il sindaco di Salve (Le) è intervenuto ieri sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno unendosi al coro dei sindaci contro il decreto sicurezza di Matteo Salvini:

«In una lettera scritta dalla prigione di Birmingham nell’aprile 1963, il reverendo Martin Luther King si chiede come sia possibile rispettare alcune leggi e disobbedire a delle altre. Trova la risposta nel fatto che possono darsi due tipi di leggi: giuste ed ingiuste. Il reverendo King afferma dunque di essere il primo ad avvertire la responsabilità legale e morale di obbedire alle leggi giuste, ma di sentire al tempo stesso la responsabilità morale di disobbedire alle leggi “ingiuste”.
L’articolo 13 del cosiddetto “Decreto Sicurezza” stabilisce che il permesso di soggiorno rilasciato al richiedente asilo non garantirà più l’iscrizione all’Anagrafe, al Servizio sanitario nazionale, ai Centri per l’impiego. L’articolo 12 dispone invece lo svuotamento degli Sprar, il modello locale di accoglienza che ha dimostrato di conciliare la tutela dei diritti del migrante con l’esigenza di sicurezza di una comunità, che ora potranno accogliere soltanto minori non accompagnati e titolari di protezione internazionale. Gli altri, e sono la schiacciante maggioranza, saranno lasciati in mezzo alla strada.


Così come scritte, queste norme violano diritti fondamentali inalienabili: il diritto alla Salute, per esempio, e quello all’Educazione e all’Istruzione. Inoltre, non garantiscono la sicurezza delle nostre comunità. Secondo uno studio dell’Ispi, infatti, a causa della restrizione dei permessi per protezione umanitaria derivante dal Decreto Legge 113 del 2018, nel giro di due anni i nuovi immigrati irregolari in Italia saranno oltre 130mila e supereranno quota 670mila entro il 2020. Si tratta di una questione pratica, non solo etica, che riguarda la gestione dell’ordine pubblico e della vivibilità delle città.
Per questa ragione, sento il dovere morale di unire la mia voce al coro dei Sindaci che in questi giorni prendono posizione contro questo provvedimento. Condivido e sostengo la posizione del Sindaco Antonio Decaro, presidente dell’Anci, e della relativa Commissione immigrazione che, già prima dell’entrata in vigore della legge, aveva manifestato le sue riserve. Con la convinzione che sia interesse di tutti quello di tutelare i diritti dei migranti e contestualmente migliorare la qualità della vita delle nostre comunità, ritengo necessario che il Ministro dell’Interno incontri ed ascolti i Sindaci al tavolo richiesto.»

Arriva oggi la replica della Lega, con le parole di Nico De Nicoli, segretario cittadino di Salve del partito di Salvini:

«Il Sindaco di Salve non ha perso occasione per fare una magra figura unendosi al coro di quei, pochi e maldestri, oppositori del decreto sicurezza, riportando tra l'altro diverse inesattezze a riguardo.
Partiamo dalla questione morale. Come già affermato nei giorni scorsi dal dott. Alfredo Mantovano - oggi Giudice della Corte di Cassazione - la questione morale, ripresa dai pochi Sindaci nel propagandare la loro obiezione di coscienza, non “c'entra nulla con la vera obiezione della coscienza umana, che è a carattere universale e oggettivo, riferita a un valore morale assoluto. Sulla politica dei flussi migratori, ci sono solo posizioni soggettive”. 
In secondo luogo, è necessario ricordare al Sindaco che il decreto sicurezza non viola affatto il diritto umanitario: il richiedente asilo non potendosi iscrivere all’anagrafe non avrà gli strumenti di integrazione, che hanno coloro i quali risiedono permanentemente sul suolo italiano parificati ai cittadini, ma  continuerà ad avere assistenza sanitaria, vitto e l’alloggio come sempre.


Farebbe bene il Sindaco di Salve a preoccuparsi dei diritti dei suoi concittadini di Salve, e delle strutture, oggi ormai chiuse, presenti sul territorio di sua competenza, com'è accaduto con la piscina che oltre che offrire un servizio avrebbe generato occupazione.
È chiaro a tutti gli italiani che il decreto sicurezza mira a rendere rapida, il più possibile, la risposta alla domanda di asilo - evitando il radicamento sul territorio italiano di una persona la cui  domanda di asilo, spesso, risulta infondata, e quindi accelerando il procedimento di espulsione.
È facilmente intuire che il Sindaco contesta il decreto sicurezza solo perché fatto da un leader di partito ben lontano, fortunatamente dal modus operandi del Sindaco, ma non è certamente nelle competenze di un primo cittadino sollevare questioni di incostituzionalità verso una legge dello Stato: si preoccupi, piuttosto, di invertire la rotta della sua amministrazione, cui sfuggono finanziamenti: l'ultimo ignorato è quello volto al potenziamento delle telecamere di videosorveglianza nei paesi e nelle marine, per non parlare di quello che avrebbe reso più agevole l’accesso all’arenile alle persone con handicap. Questo Governo, che al Sindaco non va proprio giù, sta riconoscendo ai comuni del sud delle somme di denaro da investire in infrastrutture, scuole ed opere pubbliche: la nostra Salve è risultata di recente beneficiaria di 50 mila euro provenienti da risorse il cui accesso, fortunatamente, non richiedeva di presentare un progetto specifico... altrimenti, grazie alla disattenzione e alla sterile polemica di questa amministrazione, i cittadini di Salve avrebbero perso anche quelle!» 

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