Lunedì 23 Febbraio 2026 | 01:36

1923, la crisi della Ruhr

1923, la crisi della Ruhr

1923, la crisi della Ruhr

 
Annabella De Robertis

Reporter:

Annabella De Robertis

1923, la crisi della Ruhr

E il 13 gennaio del 2012 naufragò la Costa Concordia

Sabato 14 Gennaio 2023, 15:53

«La Francia ha occupato Essen: il cuore della Ruhr» titola «La Gazzetta di Puglia» del 12 gennaio 1923 in prima pagina. Il clima internazionale di cento anni fa è turbato da un grave incidente diplomatico. La «Commissione delle riparazioni», costituitasi all’indomani del primo conflitto mondiale, ha qualche giorno prima constatato l’inadempienza tedesca nella consegna del carbone: è formalmente una violazione degli accordi di Versailles. Per ritorsione, pertanto, la Francia occupa il bacino minerario della Ruhr. Si risponderà nei giorni seguenti, da parte tedesca, con atti di sabotaggio e resistenza passiva: ma l’ostilità francese darà sostanzialmente fiato ai partiti nazionalisti e di ultradestra. «L’Ambasciatore di Francia e il Ministro Belga si erano ieri sera recati dal Ministro degli esteri tedesco per presentare la nota in cui si annunziavano le misure che si sono prese per l’invasione della Ruhr», si legge sul quotidiano nel servizio del corrispondente da Berlino. «L’occupazione viene eseguita da due corpi, uno francese che muove per la linea di Düsseldorf ed un altro composto da francesi e belgi, che ha iniziato la marcia da Duisburg verso Bochum. L’intera operazione è stata coperta dalla cavalleria franco-belga che ha superato la frontiera orientale. Nel nuovo territorio è stato proclamato lo stato d’assedio. [...] Il Governo tedesco ha risposto preannunziando il richiamo degli ambasciatori tedeschi da Parigi e da Bruxelles. Oggi intanto si ha notizia del primo atto di resistenza passiva nella Ruhr». È in questo contesto di estrema tensione che prenderà forma l’intenzione del leader del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, una formazione politica nata tre anni prima, di tentare un colpo di stato: pochi mesi dopo, l’8 novembre del 1923 Adolf Hitler sarà a capo del cosiddetto putsch di Monaco.

«Come sul Titanic»: è il titolo del 15 gennaio 2012 e «La Gazzetta del Mezzogiorno» dedica più di sei pagine alla impressionante tragedia verificatasi la sera del 13 al largo dell’isola del Giglio. «È di tre morti accertati e 41 dispersi il bilancio purtroppo ancora provvisorio del naufragio della Costa Concordia, la nave da crociera finita l’altra sera sugli scogli del Giglio. Era appena partita per una crociera di otto giorni nel mediterraneo Occidentale: 114400 tonnellata di stazza e 1500 cabine in grado di accogliere 3780 passeggeri, si stava dirigendo da Civitavecchia a Savona, prima tappa del “Profumo D’agrumi”, un viaggio alla scoperta del Mediterraneo, che si è trasformato in un incubo». L’impatto con gli scogli è avvenuto mentre la nave stava effettuando il cosiddetto «inchino», una serie di manovre per avvicinarsi il più possibile alla costa come forma di saluto verso chi osserva da terra. «La svolta arriva a fine pomeriggio: il comandante della nave, Francesco Schettino, 52 anni, campano di Meta di Sorrento, viene sottoposto a fermo e portato in carcere a Grosseto. Tra le accuse contestate, oltre a naufragio e omicidio colposo plurimo, anche l’abbandono della nave naufragata a 50 metri dall’isola del Giglio, mentre c’erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo. Secondo quanto risulta dagli inquirenti, Schettino già verso le 23.30 avrebbe lasciato la nave: a quell’ora però gran parte degli ospiti e dell’equipaggio stava ancora aspettando di essere evacuata». Sulla «Gazzetta» compaiono le testimonianze di un gruppo di turisti fasanesi presenti a bordo, tutti in salvo grazie alla prontezza dei riflessi di un membro della comitiva con un passato nel Battaglione San Marco. Si legge, inoltre, l’intervista a Claudio Losito, barese di 27 anni, terzo ufficiale di macchina della Costa Concordia, che ha pilotato una lancia di salvataggio portando sulla terraferma circa 150 persone. Il 12 maggio 2017, la Corte di Cassazione confermerà in via definitiva la sentenza di condanna per Schettino: 16 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo, naufragio colposo e abbandono della nave. A causa dell’allarme lanciato in ritardo, il bilancio finale della strage è di 32 vittime e 157 feriti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)