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ACCADDE OGGI

Muore De Gasperi, il Paese è sconvolto

Muore De Gasperi, il Paese è sconvolto

La prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno del 20 agosto 1954

De Secly: è stato l’uomo di tutti gli italiani. Il racconto sulla «Gazzetta» di 68 anni fa

20 Agosto 2022

Annabella De Robertis

È il 19 agosto 1954: la notizia della morte di Alcide De Gasperi a Borgo Valsugana sconvolge un Paese intero. «La Gazzetta del Mezzogiorno» pubblica in prima pagina la foto della salma dello statista.Uno degli uomini pubblici più in vista d’Italia, è morto circondato solo dall’affetto della sua famiglia. Nato a Pieve Tesino, in provincia di Trento, nel 1881, De Gasperi studiò lettere a Vienna. Si batté fortemente per difendere l’identità culturale italiana della sua regione e fu propugnatore della completa autonomia trentina dall’Austria. Dopo l’annessione all’Italia, nel 1921 entrò in Parlamento: tre anni dopo sostituì Sturzo, costretto all’esilio da Mussolini, alla guida del Partito Popolare. Antifascista, nel 1927 fu arrestato e condannato a 4 anni: dopo aver scontato un anno di detenzione, si rifugiò in Vaticano, dove fu assunto come bibliotecario. Caduto il fascismo, fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana. Da allora in poi è stato protagonista assoluto dell’Italia della Ricostruzione: ultimo presidente del Consiglio dei Ministri del Regno e primo della Repubblica, mantenne l’incarico per sette mandati consecutivi, fino all’agosto 1953.

Ebbe l’ingrato compito di rappresentare un Paese marchiato dal fascismo e dilaniato dalla guerra di Liberazione alla Conferenza di Pace di Parigi, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale: con un eccezionale discorso al Palais du Luxembourg contribuì a ristabilire la credibilità politica internazionale dell’Italia. «L’improvvisa e inattesa morte di Alcide De Gasperi ci ha colpiti profondamente come uno dei più cari lutti familiari», scrive Luigi De Secly in prima pagina. «Gli ultimi dieci anni di questa travagliata e perigliosa esistenza l’avevamo vissuti accanto a lui, anche se fisicamente lontano da lui. Prima ancora di essere uomo di parte, capo ammirato e amato della Democrazia Cristiana, De Gasperi è stato l’uomo di tutti, colui che per il suo Paese aveva speso e andava spendendo le energie migliori della sua natura pacata ed esuberante al tempo stesso, della sua fede che non conosceva infingimenti e che aveva sfidato mille prove sempre più gravi, dall’esilio al carcere, dalla clausura alla ribalta più spietata, alle responsabilità politiche e storiche probabilmente le più gravi che abbia dovuto affrontare umana creatura.

Fiero oppositore del regime fascista, artefice della rinascita dell’Italia pur tra incertezze e discordie ma sempre fermissimo nel volere e nel perseguire il benessere generale, specialmente delle classi diseredate alla cui esistenza aveva giorno per giorno partecipato e per le quali aveva formulato nuove leggi che oggi pongono l’Italia alla testa dei Paesi riformatori dell’Europa».

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