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Monza, 122 anni fa ucciso re Umberto

Monza, 122 anni fa ucciso re Umberto

La notizia sul «Corriere» 48 ore dopo

31 Luglio 2022

Annabella De Robertis

«L’assassinio di re Umberto» titola in prima pagina il «Corriere delle Puglie» di centoventidueanni fa. Il fatto epocale è avvenuto due giorni prima, ma la notizia appare sul quotidiano solo il 31 luglio 1900. «È la catastrofe di una tragedia, la quale ha per scena il teatro della vita. L’umanità è colpita al cuore, e la causa della libertà e della difesa sociale offre in olocausto un’altra vittima. E quale vittima! Mai come in questo momento, gli italiani sentono il bisogno d’invocare tutte le virtù di popolo eletto, per superare la crisi di quest’ora suprema. Il piombo omicida che ha colpito il cuore di Umberto non può uccidere né un principio, né il destino di un popolo. L’Italia, stretta sempre intorno a casa Savoia, dal lutto della patria saprà trarre nuova grande ispirazione per ritemprare la fede nei plebisciti e nel patto che stringe di affetti e d’interessi la dinastia ed il paese», si legge sul «Corriere».

Nato nel 1844, salito al trono il 9 gennaio 1878 col nome di Umberto I – e non Umberto IV, come la tradizione dinastica avrebbe richiesto – proprio per sottolineare il nuovo carattere nazionale della dinastia Savoia, il 29 luglio 1900 il Re si è recato a Monza, accogliendo l’invito del Comitato del Concorso provinciale ginnastico. Alle 22.30, finita la premiazione, mentre il sovrano esce dalla palestra in carrozza scoperta, quattro colpi di rivoltella, senza incontrare alcuna resistenza, vengono sparati da un individuo, immediatamente arrestato e sottratto al linciaggio della folla. Tre proiettili colpiscono Umberto I al collo e al petto: trasportato in ospedale, muore dopo pochi minuti.

L’attentatore è presto identificato: si tratta di Gaetano Bresci, un operaio tessile legato agli ambienti anarchici. Emigrato in America dopo aver scontato alcuni anni di confino a Lampedusa, era tornato in Italia: i tumulti del 1898 – durante i quali le truppe comandate dal generale Bava Beccaris uccisero a Milano decine di manifestanti –fecero maturare in lui il disegno del regicidio.

Spettacolari i funerali del Sovrano celebrati l’8 agosto a Monza, su disegno della consorte Margherita. Le formazioni di sinistra saranno messe sotto accusa e nascerà il mito del “re buono”. Gaetano Bresci, condannato all’ergastolo, sarà trovato morto in cella un anno dopo: la versione ufficiale lo dichiarerà suicida tramite impiccagione. Quel 31 luglio sul «Corriere delle Puglie» per il lutto nazionale si riportano le espressioni di cordoglio delle Istituzioni locali e si raccolgono le impressioni della popolazione. «Hanno assassinato Umberto, ma non ucciso il Re. Gloria eterna al martire: evviva il re!».

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