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De Gasperi in Lucania sulla «via dell’acqua»

De Gasperi in Lucania sulla «via dell’acqua»

La prima pagina della «Gazzetta del Mezzogiorno» del 24 luglio 1950

La storia visita del Presidente del Consiglio sulla «Gazzetta» di 72 anni fa: «Il Metapontino sarà la Val Padana del Sud»

24 Luglio 2022

Annabella De Robertis

È un giovane Oronzo Valentini, futuro direttore de «La Gazzetta del Mezzogiorno», a firmare la cronaca della storica visita in Lucania del presidente del Consiglio De Gasperi del luglio 1950. Settantadue anni fa, il cronista ha dettato alla redazione queste parole: «L’acqua, segnacolo e vessillo della rinascita della Lucania, ha guidato il lungo viaggio dell’on. De Gasperi conclusosi questa sera a Matera con un discorso cui ha fatto seguito una vibrante e commovente manifestazione di popolo. Il Presidente del Consiglio ha seguito la via dell’acqua, dell’acqua che la Lucania ha e non ha perché solo le gigantesche opere, cui fra ieri e oggi egli ha dato il via, consentiranno a questa terra antica e inaridita di ricevere il beneficio costante e decisivo dei non pingui fiumi che l’attraversano, un beneficio però che trasformerà l’economia, la vita della Lucania intera e potrà soprattutto fare del Metapontino la valle padana del Mezzogiorno d’Italia».

Urge, però, la questione abitativa: «un altro itinerario si è stabilito, quello che va dalle grotte e dai tuguri di Potenza ai cavernicoli dei Sassi di Matera e che ammoniscono sulla strada lunga che ancora è da percorrere, ma anche quello più confortevole che va dai rioni nuovissimi Santa Maria e Libertà di Potenza alle ancora fresche case del rione Generale Passarelli di Matera». Centinaia di case, scrive Valentini, sono state costruite subito dopo la fine della guerra. «E può sembrare a prima vista un paradosso ma non lo è: proprio qui a Matera, dove la vergogna dei Sassi è pari solo alla loro fama mondiale, crediamo si abbia l’impressione più efficace di quanto in Italia, a pochi anni dalla disfatta e dalla tragedia dell’invasione, si sia già realizzato, ricostruito e addirittura costruito ex-novo». Ciò è evidente, ritiene con eccessivo ottimismo Valentini, «dal contrasto tra i vecchi secolari tuguri trogloditici e le belle linde case edificate per il popolo e quelle in corso di costruzione». Resosi conto della condizione di povertà, miseria e degrado in cui vive la popolazione abitante nei Sassi, De Gasperi ha concluso la visita garantendo ai lucani l’inizio di un’era nuova di lavoro e di realizzazioni: «l’uomo che regge con tanta dirittura e fermezza il Governo della rinata Italia democratica, ha trovato il suo premio, il più gradito e il più semplice, quello che lo ha ripagato di tutte le fatiche. Lo ha trovato nel cartello che un lucano, un contadino, ha tracciato stasera con rozza mano e ha levato alto contro il palco dal quale Gasperi parlava: «De Gasperi, esploratore della Lucania!».

Nei mesi successivi, anche grazie all’intervento del ministro lucano Emilio Colombo, prenderà avvio il lungo e controverso percorso che portò al risanamento dei Sassi di Matera e alla costruzione di nuovi rioni per accogliere la popolazione costretta ad abbandonare le proprie abitazioni.

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