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L’addio al Campione del nostro giornalismo

L’addio al Campione del nostro giornalismo

2 luglio 2003, iI cordoglio dei pugliesi

01 Luglio 2022

Annabella De Robertis

«Addio al piccolo padre del giornalismo pugliese»: così il 2 luglio 2003 su «La Gazzetta del Mezzogiorno» si dà notizia della morte di Michele Campione, avvenuta a Roma il giorno prima. Nato a Bari nel 1929, fu corrispondente del quotidiano «Avvenire», editorialista del «Corriere del Giorno», autore di numerose inchieste e di servizi sul Mezzogiorno. Entrato in Rai nel 1958, divenne caporedattore e poi direttore della sede pugliese.

Scrittore, meridionalista, poeta, critico d’arte, ottenne numerosissimi riconoscimenti: tra i promotori della Scuola di giornalismo, fu anche consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Enorme, in quel luglio 2003, il cordoglio dei pugliesi: più di metà pagina è occupata dai necrologi commossi dei suoi amici, colleghi, allievi.

Campione apparteneva a quella generazione di intellettuali che è stata protagonista della rinascita del giornalismo, all’indomani della caduta del fascismo e della fine della guerra. Il ricordo dell’uomo e del professionista è affidato dalla «Gazzetta» a Michele Partipilo: «Il rispetto: una fissazione dell’uomo e del giornalista. Sua maestà la notizia – diceva – deve fermarsi davanti alla dignità delle persone». Legge non scritta, questa, ma fermamente rispettata dal giornalismo di un tempo, quello del «vecchio-giovane cronista», come Campione stesso amava definirsi.

Continua infatti Partipilo: «A tutti elargiva piccole dosi di saggezza frutto della sua esperienza ma con ironia…Anzi sentirsi chiamare decano o giornalista anziano lo mandava in bestia. È rimasto con l’animo limpido di un ragazzo fino all’ultimo giorno».

Anche nella sua poesia, colloquiale, anti-ermetica, si sente la voce del giornalista e dell’uomo. I temi infatti sono gli stessi che affronta nel lavoro quotidiano: il sud, la famiglia, la religione.

«Michele Campione usava commentare o ricordare ogni avvenimento con una poesia, trascorreva molte ore sul luogo del lavoro o in giro per convegni, conversazioni e presentazioni di libri, ma quando rientrava aveva sempre con sé una manciata di parole tracciate su un taccuino. Era il suo modo di conservare le emozioni e le impressioni del momento. La vita vissuta in forma di poesia o compressa nel verso. Una scrittura colloquiale sistemata in versi», ha scritto Raffaele Nigro.

Oggi – per iniziativa della famiglia, dell’Ordine dei giornalisti, della Regione Puglia – il Premio giornalistico intitolato a Michele Campione valorizza l’impegno dei professionisti della comunicazione.

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