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Catania-Bari di domani vale più di un secondo posto

Catania-Bari, il doppio ex Spinesi: vale più di un secondo posto

L’ex attaccante toscano ha segnato ben 99 gol tra Puglia e Sicilia (52 con i biancorossi in sei stagioni equamente divise tra A e B,

BARI - «Bari e Catania segnano l’inizio e la fine della mia vita nel calcio: città che amo con tutto il cuore, perciò il primo pensiero l’incredulità nel vedere un confronto di tale blasone in serie C».

Sospira, Gionatha Spinesi. L’ex attaccante toscano ha segnato ben 99 gol tra Puglia e Sicilia (52 con i biancorossi in sei stagioni equamente divise tra A e B, 47 con gli etnei in quattro tornei, uno in B e tre in A) lasciando ricordi indelebili nelle due piazze. «Purtroppo le squadre stanno attraversando il male necessario seguente a gestioni societarie sbagliate. La consolazione è che adesso i club sono in mani sicure.

Se i De Laurentiis hanno scelto il Bari significa che intendono valorizzare al meglio una piazza dalle potenzialità infinite. Il Catania sta attendendo l’arrivo di Tacopina: il coinvolgimento dell’imprenditore americano dimostra anche in questo caso quanta attenzione ci sia verso una città innamorata del calcio. Insomma, bisogna superare il presente, ma il futuro apre il cuore alla speranza».

Già, ma nella migliore delle ipotesi soltanto una delle due potrà ambire alla promozione già in questa stagione: se l’aspettava?
«No. Ero convinto che il Bari avrebbe vinto il campionato. Mi sembrava la squadra perfetta: gente di categoria esaltata da qualche top player come Antenucci ed un tecnico vincente ed esperto della C come Auteri. Davvero difficile dire che cosa non abbia funzionato. Probabilmente, l’incredibile exploit della Ternana ha fiaccato le speranze e la squadra ha avvertito eccessivamente il peso di una rincorsa complicata. Tuttavia, nulla è perduto: i playoff garantiscono comunque un posto in B. Per quanto concerne il Catania, invece, poco cambia: gli spareggi promozione restano l’unica via per la gloria e sono convinto che gli etnei saranno un avversario ostico per chiunque».

Ha citato Auteri, ma ora la missione del rilancio è nelle mani di Carrera: quale sarà il compito del nuovo allenatore biancorosso?
«La squadra era e resta forte, anche se ora patisce qualche assenza di troppo. Va ricostruito un po’ l’aspetto mentale. In tal senso, è giusto affidarsi ad uomo carismatico e vincente come Carrera che avrà il vantaggio di conoscere bene l’ambiente e potrà gestire la piazza. Sono convinto che Massimo saprà toccare le corde giuste per liberare la testa dei suoi giocatori da responsabilità eccessive».

Catania-Bari diventa uno scontro diretto nelle bagarre per il secondo posto: quanto conta il piazzamento nella griglia dei playoff?
«È importante, ma non decisivo. I playoff sono comunque un torneo a parte: una coda di campionato che vedrà favorito chi in quel momento può contare sulla migliore condizione psico-fisica. Il secondo posto, però, abbatte un po’ di incognite: giocare due partite in meno, ovvero sei invece che otto, in un tour de force di poche settimane resta un bel vantaggio».

Sul piano tattico, che gara potrà scaturire?
«Non prevedo un match spettacolare. Il Catania è una squadra equilibrata, ma aver subito una goleada a Terni può minare qualche certezza. Il Bari, invece, è ancora in fase di assestamento dopo il cambio di allenatore. Può darsi che scaturisca un match bloccato da qualche timore nell’esporsi. Mai come in questo caso, un episodio potrebbe dettare il canovaccio del confronto».

Il Bari ripone tante speranze in Pietro Cianci: da ex centravanti biancorosso che cosa consiglia all’attaccante del Borgo Antico?
«Essere il centravanti del Bari non è facile perché inevitabilmente hai mille occhi addosso: può bastare una partita sbagliata per ricevere critiche. Io, però, l’ho sempre vissuto come un privilegio: essere un riferimento in un club così blasonato è una fortuna che non capita a tutti. Perciò, per me la parte positiva è sempre stata dominante. Sono convinto che sarà così pure per Cianci: è barese, indossa la maglia della sua squadra del cuore, che cosa può desiderare di più?»

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