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Bari, la nuova vita di Simeri: da precario di lusso a uomo della Provvidenza

Bari, la nuova vita di Simeri: da precario di lusso a uomo della Provvidenza

Ai ferri corti con Cornacchini, ora è il momento del riscatto

Non ha nemmeno mostrato la cresta del gallo, il simbolo della sua esultanza. Preso da una gioia incontenibile per il gol realizzato a Picerno, Simone Simeri è corso verso la panchina del Bari per ringraziare Vincenzo Vivarini. Già, perché l’attaccante napoletano ha rappresentato la mossa a sorpresa del neo allenatore che lo ha rilanciato titolare contro i lucani, ripescandolo da un periodo di oblio. Stava prendendo una piega pericolosa, la stagione del 26enne campano.
Nella gestione Cornacchini aveva totalizzato un tempo a Lentini (il secondo), 16’ con la Viterbese, 55’ a Rieti (l’unica volta da titolare con l’ex trainer), mentre non è stato utilizzato con la Reggina. Proprio la sfida con i calabresi ha segnato il frangente dei primi screzi con il mister marchigiano. Pronto ad entrare dopo un lungo riscaldamento, Simeri era stato rispedito in panchina in seguito al pareggio realizzato da Sabbione: una scelta che il numero nove palesemente non gradì. Quindi, l’esclusione con il Francavilla, al termine di una settimana contraddistinta da altre turbolenze con il mister di Fano. Non a caso, Simeri nel post gara di sabato scorso ha glissato sul rapporto con Cornacchini, senza, tuttavia, risparmiare qualche stilettata. «Con lui mi si era chiusa una porta, con Vivarini mi si apre un portone», ha dichiarato.

In effetti, il nuovo coach lo ha immediatamente rimesso in pista: un tempo intero (il secondo) nel derby con il Monopoli, titolare contro il Picerno. Difficile capire che cosa sia accaduto a Simeri. Lo scorso anno Cornacchini spesso lo ha bacchettato: «Mi rivedo un po’ in lui: anch’io non avevo voglia di lavorare in settimana, ma la domenica facevo gol», svelò l’allenatore che, però, lo ha sempre ritenuto il centravanti di riferimento, preferendolo a Pozzebon e Iadaresta, in teoria due top per la D. E Simone comunque ha fatto il suo: capocannoniere della squadra (in coabitazione con Floriano) con 13 reti che hanno puntualmente portato punti (compreso il gol della promozione matematica a Troina), nonchè una decina di assist. La sua scintilla, però, sembrava spenta in questo avvio di torneo, pru se era stato lui a voler restare a Bari pur a fronte di una folta concorrenza e nonostante il corteggiamento di mezza C.

Per caratteristiche, una punta come Simeri, votata alla continua ricerca della profondità, servirebbe come il pane a Vivarini. E allora, chissà se davvero il match di Picerno rappresenta quel «portone» pronto a schiudersi. Simone vede nel Bari la svolta della sua carriera ed ha un contratto fino al 2021. Fino alla riapertura del mercato (a gennaio) dovrà dar tutto per tenersi stretta la maglia biancorossa. Il suo gol, peraltro, è il primo tra i calciatori della vecchia guardia che ha condotto il Bari in C. E che ora vogliono dimostrare di fare la differenza anche nella categoria superiore.

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