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Maria Ida Settembrino

Ieri mattina il treno Frecciarossa 9522 in partenza da Taranto e diretto a Milano Centrale è stato soppresso. Anche il mondo digitale ne ha registrato la scomparsa. L’applicazione di Trenitalia restituiva un errore, cliccando sulla soluzione viaggio da molti preferita per la sua velocità. Il treno è stato soppresso o, meglio, ad essere stata cancellata anche se per un solo giorno è stata la tratta che da Taranto conduce a Battipaglia, passando per stazioni nevralgiche come quella di Metaponto e Potenza Centrale. Il Frecciarossa 9522 è partito da Battipaglia e non più da Taranto.

Un lunedì nero per i viaggiatori lucani e pugliesi. «Ho messo i piedi a terra alle 5 – ha commentato un ingegnere che lavora a Salerno - per essere puntuale in stazione a Metaponto e salire a bordo di questo treno alle 6.20. Avevo una regolare prenotazione e biglietto al seguito. Mi stavo recando al binario 2, quando, due minuti prima dell’arrivo del treno, la voce registrata dagli auto parlanti annunciava la cancellazione del Frecciarossa da Taranto. Nessuno del personale di Trenitalia presente in stazione aveva cognizione di cosa stesse accadendo. Da premettere che io utilizzavo questo treno per lavoro. Rappresentava fino ad oggi l’esatto compromesso tra puntualità e velocità. È una vergogna! È paradossale che un’azienda leader nel settore della locomozione decida di sopprimere un servizio da un’ora all’altra. Come me tantissimi altri utenti hanno perso questa possibilità. Sono pendolari che viaggiano per lavoro ma come accade puntualmente per alcune regioni del sud Italia il prezzo da pagare per la penuria di utenza rimane sempre troppo alto».

A rimanere a «bocca asciutta» sono stati persino gli autisti degli autobus del servizio sostitutivo. Non sono riusciti, nonostante gli sforzi, a garantire il trasporto di tutti i viaggiatori. A saltare sono state le coincidenze. «Per noi che lavoriamo con ditte esterne, avere a che fare con Trenitalia sta diventando ogni giorno più difficile. Ho imparato a mie spese e a discapito dei passeggeri che i treni non devono mai aspettare gli autobus, ma il contrario deve diventare la regola base. Posso solo dire che nessuno mi ha avvisato della cancellazione di questo treno. Mi è stato detto che dovevo recuperare i viaggiatori del Frecciarossa rimasti a terra senza specificare altro né in termini di orari né per altri dettagli di viaggio».

Intanto, sembra essere già partita la corsa ai rimborsi e le azioni di risarcimento per procurato ritardo nei luoghi di lavoro da parte dei viaggiatori contro Trenitalia. Proprio ieri, una preziosa inchiesta del Sole 24 Ore ha fatto il punto della situazione sulla «disparità di mobilità tra nord e sud». «Settanta le stazioni lucane con 329 km di linee a semplice binario, 18 km le linee a doppio binario, sempre 329 km le linee complementari, 18 km le linee fondamentali, 365 km la linea convenzionale».

In questo scenario la Campania continua ad essere capofila. Non a caso «è la regione in cui terminano le linee ad alta velocità, molto utilizzate da chi si sposta fino a Basilicata, Sicilia, Calabria e Puglia – si legge, ancora». E il passaggio del testimone da Taranto a Battipaglia che si è consumato proprio in queste ore anche se solo per un giorno ne è la prova tangibile. Ma non sarà che la Basilicata e parte della Puglia hanno subito l’ennesimo «scippo d’autore»?

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