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La stabilizzazione di 245 lavoratori

Bari, dopo 22 anni (forse)
si chiude la vertenza CCr

Bari, dopo 22 ani (forse)si chiude la vertenza CCr

VALENTINO SGARAMELLA

Svolta (storica) nella lunghissima vertenza ex Ccr. Si procede verso la stabilizzazione di 245 ex dipendenti. Domani infatti la giunta regionale, dopo un braccio di ferro durato oltre un ventennio, delibererà un provvedimento che interessa 245 tirocinanti dipendenti delle ex Ccr. Il provvedimento consentirà agli ex lavoratori di concorrere ad un avviso pubblico riservato per l’assunzione a tempo determinato e part time. La ripartizione dei 245 lavoratori sarà la seguente: 100 saranno internalizzati dalla Sanitaservice Asl di Bari; 90 da quella del Policlinico; 35 alla Asl Bat e 20 alla Sanitaservice di Brindisi.
Katia Morisco è una dei 245 ed è barese. Fu assunta come ausiliaria nel 1991 da Francesco Cavallari, all’epoca in cui era patron delle Ccr. «Con noi Cavallari si è sempre comportato bene e noi abbiamo sempre e solo lavorato», ricorda. Nel 1994 - in concomitanza con lo scandalo giudiziario - viene licenziata. In seguito viene collocata in cassa integrazione e così resta per 3 anni. Ha inizio una lunga battaglia ed una serie di vertenze sindacali. Morisco viene collocata in mobilità fino al 2013. Fino ad allora ha vissuto con 420 euro al mese. Poi, neanche più un soldo. «Sono 3 anni che non percepisco più l’indennità legata alla mobilità, non sono sposata ma ho un figlio di 4 anni a carico», spiega la donna. Difficile dire come si possa vivere con 420 euro al mese per 20 anni: «Ho fatto sacrifici inauditi, tenuto conto che mio figlio soffre di allergie varie e devo acquistare antibiotici; vivo con mia madre che prende un assegno pensionistico di 600 euro al mese e ci aiuta. E per fortuna vivo in una casa popolare». Katia non canta ancora vittoria: «Domani saremo sotto la presidenza della Regione; Caroli ha detto che dovremo presentare una domanda per essere assunti per un lasso di tempo che va dai 3 ai 5 anni e grazie ad Emiliano avremo un contratto a tempo determinato con possibilità che si trasformi in tempo indeterminato».

Roberto invece ha 51 anni e fu assunto da Cavallari nel settore amministrativo. «Era una persona disponibile, generosa. Era un mecenate che offriva a tutti una possibilità di esprimersi», ricorda. Roberto diviene impiegato di concetto alla Mater Dei ma a seguito dell’inchiesta (e del passaggio di tutte le cliniche di Cavallari alla Cbh), viene licenziato. «Seimila lavoratori si trovarono dalla sera alla mattina in mezzo ad una strada», ricorda ancora. Riflette con amarezza: «Quell’inchiesta avrebbe dovuto ripulire tutto il marcio, in realtà ha colpito solo Cavallari ed alla fine ci abbiamo rimesso soltanto noi». Roberto ha vissuto per 23 anni tra cassa integrazione e corsi di formazione. «Siamo stati solo un serbatoio di voti per la politica – osserva – nessuno ha avuto premura di sistemare la situazione ma chiunque andava a governare ha solo fatto promesse». Si ferma un attimo, fa un rapido calcolo: «Seimila persone per 4 componenti a famiglia: eravamo un serbatoio di 2.400 voti, mica male». Ora dovremmo essere al traguardo. «Ci crederò solo quando toccherò con mano ed avrò firmato, abbiamo dormito nei gazebo dinanzi alla Regione e in Cattedrale per le nostre lotte», dice disincantato.

Secondo Nicola Brescia segretario nazionale Usppi, «il provvedimento che la giunta regionale approverà lunedì prossimo è di notevole importanza, poiché dopo un ventennio, saranno assunti dalle Sanitaservice, società in house». Brescia esterna la sua soddisfazione: «La decisione è stata fortemente voluta dal nostro sindacato che è riuscito a far stabilizzare oltre 5mila mila lavoratori in tutta la Puglia. Questo è un passo determinante, al fine della risoluzione di una delle più datate e complicate vertenze che interessa a tutt’oggi il territorio barese».

Gli incontri con la task force regionale sono stati numerosi e non facili, quello determinante è di pochi giorni fa (il 13 gennaio, per l’esattezza) ed ha prodotto un accordo con i direttori generali delle Asl e gli amministratori delle Sanitaservice. Brescia: «Va rimarcata la forte determinazione del presidente Michele Emiliano, a cui va un plauso del sindacato Usppi e dei 245 lavoratori». Va detto che alcuni tirocini formativi sono ancora da fare. Infatti, nelle diverse province i corsi hanno avuto inizio in tempi diversi. Il bando che garantiva tali tirocini, dunque, sta per concludersi un po’ ovunque. Nel corso degli incontri del 13 gennaio con Leo Caroli, l’ex assessore regionale che guida la task force per l’occupazione, i direttori delle Sanitàservice ed i direttori sanitari dei singoli ospedali, si è deciso che si presenterà un avviso pubblico. La giunta regionale provvederà ad approvare con delibera tutto questo lunedì prossimo. «Ovviamente L’Usppi sarà vigile affinché tutto venga rispettato con l’assunzione di 245 lavoratori diventati invisibili fino all’altra sera», conclude Brescia.

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Commenti all'articolo

  • mikyciv

    15 Gennaio 2017 - 20:08

    È una vergogna, gente che non ha mai lavorato, hanno vissuto di ammortizzatori sociali per oltre vent'anni con una anzianità lavorativa di tre anni. Grazie a politici e mafiosi. Mentre altri con trentanni di lavoro so due anni di mobilità senza pensione

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