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bari

Autobus fermi, i sindacati
minacciano altro sciopero

È stata pressocché totale l’adesione dei dipendenti dell’Amtab alla protesta proclamata dai sindacati confederali dei trasporti Cgil, Cisl e Uil, a cui si sono aggiunti gli autonomi della Cisal e dell’Ugl

autobus, Amtab

di ANTONELLA FANIZZI

BARI - Nessun autobus né in piazza Moro né agli altri capolinea e attese inutili per i passeggeri che non erano a conoscenza dello sciopero. Sabato sera hanno circolato soltanto le navette dei park & ride ed è stata garantita un’unica corsa della linea 4, che dal piazzale della stazione porta a Carbonara: alla guida di questi mezzi l’azienda ha messo i lavoratori con contratti interinali, e perciò meno tutelati rispetto agli altri colleghi.
È stata pressocché totale l’adesione dei dipendenti dell’Amtab alla protesta proclamata dai sindacati confederali dei trasporti Cgil, Cisl e Uil, a cui si sono aggiunti gli autonomi della Cisal e dell’Ugl. Dei 115 turni previsti, nella fascia oraria compresa fra le 20 e le 24, ne sono stati coperti soltanto 11, per l’appunto quelli affidati agli interinali. A incrociare le braccia sono stati 83 autisti, a cui vanno sommati 4 assenti per malattia e 2 per donazioni di sangue.

Ma al di là dello sciopero, fanno notare gli organizzatori, dei 115 turni programmati ben 15 sarebbero stati in ogni caso scoperti, proprio per la carenza del personale, uno degli argomenti alla base dello scontro.
I bus hanno viaggiato verso il deposito, con inevitabili disagi soprattutto per i giovani senza patente che il sabato sera salgono sulle ultime corse per tornare a casa. Si sono astenuti dalle prestazioni pure gli addetti all’officina, i controllori e i coordinatori.
È rottura fra l’azienda di trasporto pubblico locale e i sindacati. Domani è in calendario un nuovo incontro in Prefettura ma esclusivamente con i sindacati di base. I confederali invece non intendono abbassare l’ascia di guerra e addirittura annunciano un altro sciopero - sarebbe il quarto nell’arco di tre mesi - qualora non si dovesse raggiungere una intesa sui nuovi accordi aziendali.
Al centro dello scontro c’è la proposta dell’azienda di combattere il fenomeno delle malattie brevi, che si concentrano nei fine settimana, incentivando la produttività e le presenze al volante con i buoni pasto. I vertici dell’Amtab vorrebbero riproporre dal prossimo 1° marzo l’accordo siglato lo scorso anno dopo l’assenteismo di massa di San Silvestro 2014: punire con decurtazioni a scaglioni, comprese tra il 17 e il 50%, gli autisti recidivi nell’arco di un trimestre delle malattie brevi. Medesime restrizioni anche per i permessi sindacali – lo scorso anno l’azienda ne ha dati 22mila – e per le assenze legate alla legge 104 sull’assistenza familiare per disabilità gravi. «Le assenze brevi vanno fermate - conferma il direttore generale Francesco Lucibello - ma non siamo in grado di incentivare le presenze con denaro contante. L’unica alternativa è rimodulare diversamente le risorse di cui l’azienda può disporre». Ma i dipendenti non sono disposti a mediare.

I segretari delle cinque sigle che hanno promosso lo sciopero firmano un documento congiunto: «L’Amtab ancora una volta si è dimostrata inaffidabile. Questa proposta economica taglia in misura significativa il salario e riduce la quota utile al calcolo della pensione e del Tfr. I buoni pasto, invece, permettono all’azienda di eludere il pagamento dei contributi previdenziali: i lavoratori ci perdono due volte, durante la vita in servizio attivo e dopo».
L’attacco ai dirigenti è violento: «La proprietà e l’azienda ci dicono che a causa dei debiti dobbiamo ridurre i costi. Allora come mai nel corso dell’ultimo anno ci sono state 70 promozioni e altre sarebbero in cantiere? Dove sono finiti i 5 milioni stanziati dalla Regione per riattivare la linea della filovia? Dove sono finiti i soldi accantonati grazie al ricambio del personale negli ultimi cinque anni che ha portato a un risparmio netto di oltre il 50% del costo delle cento unità di nuovo personale»?
Infine il punto dolente delle assenze per malattia che, secondo i sindacati, nell’ultimo anno sarebbero scese dal 10 al 6%.
La tensione è alta. I sindacati, al momento, restano in stato di agitazione: «Gli scioperi mettono in difficoltà i cittadini e per questo non sono per noi motivo di soddisfazione. Ma l’Amtab è sorda. Neppure il sindaco Antonio Decaro è disposto ad ascoltarci».

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