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In Puglia e Basilicata

Coronavirus

Basilicata in ritardo sui tamponi: ne sono stati eseguiti di meno rispetto alla media

Basilicata in ritardo sui tamponi eseguiti rispetto alla media

Dall’inizio ne sono stati analizzati 56.739. Dovevano essere 81.380

03 Settembre 2020

Giovanni Rivelli

BASILICATA - Pochi tamponi fatti in Basilicata. A tutto agosto, per essere in media con il resto del Paese i lavoratori lucani avrebbero dovuto analizzare il 43 per cento in più dei test effettuati dall'inizio della pandemia. Per dirlo in numeri se ad oggi sono stati analizzati 56.739 prelievi biologici, per raggiungere la media dovevano esserne fatti altri 24.641.

La Basilicata, insomma, pare in ritardo in quel processo da mesi annunciato di potenziamento della capacità di analisi dei tamponi. Un ritardo sicuramente partito all’inizio con le difficoltà di approvvigionamento dei materiali necessari (nel periodo “caldo” degli esami negati anche in quei casi che avranno esiti letali e che ora sono all’attenzione della Procura di Potenza) ma che anche negli ultimi tempi continua a far registrare una perdita di terreno. Con preoccupanti prospettive quando, con la ripresa della scuola, potrebbe esserci l’esigenza di effettuare notevoli quantitativi di esami in tempi ristretti.

Le cifre parlano chiaro. I 570.365 lucani sono lo 0,94 per cento dei 60 milioni 589.085 italiani. Così in un esercizio di ripartizione proporzionale degli 8 milioni 644mila 859 tamponi effettuati in Italia dall’inizio della pandemia e fino a fine del mese scorso, ai lucani sarebbero “toccati” 81.380 tamponi, molti di più dei 56.739 eseguiti nella realtà. E viene difficile da pensare che non siano stati fatti per assenza di bisogno, viste le tante polemiche per tamponi richiesti e non effettuati e le code di cittadini davanti ai laboratori privati per eseguire il test a pagamento (e in caso di positività passare davanti ai non paganti per l’esame di conferma al San Carlo).

La situazione resta così anche nei dati che si continuano a sommare giorno dopo giorno. L’ultimo disponibile parla di 81.050 tamponi eseguiti in tutt’Italia in 24 ore e 585 in Italia; per essere nella media ne mancano 178, qualcosa in più del 30 per cento di quelli fatti. Un divario minore rispetto al meno 43% complessivo da inizio pandemia, ma tutt’altro che uno sprint. Corsa che dovrà, invece, verificarsi ora almeno negli annunci dell’assessore alla Sanità Rocco Leone: la sola volontà (annunciata alla Gazzetta lo scorso 20 agosto) di fare ogni 15 giorni il tampone a tutti gli 11mila operatori del sistema sanitario regionale dovrà tradursi in 733 tamponi al giorno, domeniche incluse. Poi il carico normale e quello possibile delle scuole. Sperando nella buona sorte e che il sistema si mostri reattivo.

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