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La decisione

Coronavirus, sale a 7 numero morti, 230 contagiati. Puglia e Basilicata: obbligo di segnalazione per chi rientra dal Nord

Il provvedimento annunciato dal governatore riguarda i residenti della Basilicata che tornano da Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Emilia Romagna. Stesso invito rivolto da Emiliano ai cittadini pugliesi.

Coronavirus, Puglia e Basilicata verso censimento: chi rientra dal Nord sarà messo in quarantena

La tendopoli davanti l'ospedale di Matera Foto Genovese

Sono sette le vittime in Italia per il coronavirus. L'ultima in ordine cronologico è un uomo di 62 anni morto nel pomeriggio all’ospedale Sant'Anna di Como. Il paziente trasferito dal Lodigiano nel fine settimana è risultato positivo al tampone sul Coronavirus. Il 62enne, residente a Castiglione d’Adda, già dializzato, presentava una serie di importanti patologie croniche pregresse. Aveva contratto il Covid-19 ed era stato trasferito nell’ospedale comasco nella notte tra venerdì e sabato.

Questa mattina, invece, è arrivata la notizia della morte di un 84enne, ricoverato al Giovanni XXIII di Bergamo: era "una persona anziana con altre patologie", ha spiegato il presidente della Lombardia. Vittima anche un 88enne di Caselle Landi, sempre in Lombardia. E' morto poi all'ospedale Sacco di Milano un ottantenne di Castiglione d'Adda risultato positivo al Coronavirus: giovedì scorso era stato portato dal 118 all'ospedale di Lodi per un infarto, stesso giorno in cui era arrivato il 38enne, primo paziente risultato positivo al virus. L'ottantenne è stato ricoverato in rianimazione e poi, risultato positivo al virus, trasferito al Sacco di Milano dove è deceduto.

La Regione Lombardia ha smentito invece la morte della donna di Crema, data stamani per deceduta da fonti ospedaliere degli Spedali civili di Brescia: "in merito alla notizia diffusa dagli organi di stampa in relazione ad una morte agli Spedali Civili di Brescia - spiega una nota della Regione stessa -, sentita la Direzione Sanitaria dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale, Regione Lombardia smentisce tale informazione, precisando che in tale struttura non si è verificato alcun decesso". 

Con questa sale e tre il numero delle vittime nella giornata di oggi: le altre due erano state un uomo di 88 anni di Caselle Lanne, e poche ore prima un uomo di 84 anni che era ricoverato al Giovanni XXIII di Bergamo. Secondo la Protezione civile, il numero dei contagi sale a 230 sono i contagiati. E scarseggiano i tamponi. C'è anche una buona notizia: uno dei malati è guarito. La Lombardia è la regione con il maggior numero di contagi, finora 172. Milano appare svuotata: scuole chiuse, metro e treni vuoti. Dei 213 positivi, 99 sono ricoverati con sintomi in ospedale, 23 sono in terapia intensiva e 91 in isolamento domiciliare.

Intanto un volo Alitalia è stato bloccato alle Mauritius: su 300 passeggeri, le autorità locali hanno impedito lo sbarco a 70 passeggeri provenienti da Lombardia e Veneto. A Lione, in Francia, bloccato bus di Flixbus proveniente da Milano, che si era fermato a Torino e Grenoble prima di arrivare a Lione intorno alle 7 del mattino. A dare l'allarme una passeggera che ha notato tossire l'autista.

PUGLIA, OBBLIGO DI SEGNALAZIONE PER CHI RIENTRA DAL NORD - Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, la Regione Puglia invita «tutti i cittadini che rientrano in Puglia provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna» e che hanno «soggiornato negli ultimi 14 giorni» in queste regioni a «comunicare la propria presenza nel territorio della Regione Puglia con indicazione del domicilio al proprio medico di medicina generale ovvero, in mancanza, al Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Locale territorialmente competente al fine di permettere l’esercizio dei poteri di sorveglianza sanitaria». E’ il primo provvedimento deciso dalla task force regionale al termine di una riunione durata quattro ore e che è stata presieduta dal governatore Michele Emiliano.

BASILICATA: IN QUARANTENA STUDENTI CHE ARRIVANO DAL NORD - È «rivolta solo agli studenti lucani» che rientrano in Basilicata l’ordinanza che dispone la quarantena per chi rientra in Basilicata dopo essere stato negli ultimi 14 giorni in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria. Lo ha precisato poco fa, nel capoluogo lucano, il presidente della Regione, Vito Bardi, al termine di una riunione, presieduta dal prefetto di Potenza, Annunziato Varde' del comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica sul coronavirus. Il governatore lucano ha inoltre specificato che la decisione è stata presa dopo la chiusura di alcuni atenei delle regioni, frequentati da molti studenti lucani. Bardi e Vardè, insieme all’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone, hanno ribadito che «al momento in Basilicata non ci sono casi né sospetti» di coronavirus. 

LA REPLICA DI FONTANA A BARDI - «Secondo me è sbagliato generalizzare»: il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha risposto in questo modo a Rtl a una domanda sulla decisione della Basilicata di quarantena per chi viene dalle regioni del Nord. «Per chi viene dalla zona Rossa ha senso, tanto è vero che anche noi abbiamo bloccato la mobilità dei cittadini» di quella zona, ha aggiunto, però per il resto della Lombardia «non ha molto senso. Significa bloccare il Paese».

IL BOTTA E RISPOSTA -  «Voglio tranquillizzare i Presidenti delle altri Regioni: noi non siamo una regione che si vuol chiudere, una regione non ospitale. Nella nostra regione possono entrare tutti». Così il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, riferendosi all’ordinanza sul coronavirus che dispone la quarantena per gli studenti lucani di ritorno da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria. Il provvedimento «è scaturito - ha aggiunto Bardi - dalla necessità di far fronte al flusso di studenti che sono rientrati nel nostro territorio».
«Siamo di fronte - ha proseguito il governatore lucano - a un’azione che richiede il coinvolgimento fiduciario da parte degli studenti e delle famiglie». Al termine della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto di Potenza, Annunziato Vardè, ha inoltre precisato che "ci muoviamo sulla linea tracciata dal Decreto Legge del Governo».(

LA PRIMA BOZZA DELL'ORDINANZA - «Tutti i cittadini che rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti servizi di sanità pubblica». Lo dispone un'ordinanza sul Coronavirus emessa dal Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi. Con il provvedimento del governatore lucano è stato inoltre disposto che «i sindaci di tutti i comuni della Basilicata in collaborazione con tutte le altre istituzioni comunali censiranno i cittadini provenienti dalle stesse regioni». Ma scoppia la polemica. A poche ore dall'annuncio il governatore lucano precisa dopo una riunione del comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica sul coronavirus che «l'ordinanza che prevede la quarantena per chi torna in Basilicata da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria riguarda solo chi è residente in Basilicata».

PUGLIA: A RISCHIO EVENTI, MISURE NEI TRIBUNALI - E sulla scia della decisione del governatore lucano, a titolo precauzionale, si colloca anche l’ipotesi di avviare un censimento in Puglia. È al vaglio della regione, infatti, un’ordinanza composta da varie caratteristiche per fronteggiare l’emergenza. Ad esempio, il censimento di chi rientra in queste ore, o è recentemente rientrato, dal nord, studenti compresi. Saranno coinvolti per questo i medici di base. Misure di assistenza specifica per i turisti presenti nella regione. E l’indicazione, in caso di problemi o sospetti, di contattare il numero telefonico 1500 senza intasare i pronto soccorso. In giornata è prevista l’istituzione di un numero telefonico regionale per l’emergenza. Intanto in alcuni tribunali, scattano misure di precauzione: a Foggia ingressi in aula "singoli" e a Lecce processi a porte chiuse.

LE DICHIARAZIONI DI BARDI (Video Tony Vece)

L'ALLARME DEGLI PSICOLOGI PUGLIESI: IGNORATE I SOCIAL NETWORK, GENERANO PSICOSI - Sul Coronavirus «ignorate i social, veicolano solo terrore»: è l’appello del presidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, Vincenzo Gesualdo, che invita ad affidarsi invece alle informazioni delle istituzioni.

«Il Coronavirus è arrivato in Italia, ma per il momento, più che minacciare la nostra salute - scrive in una nota - sta minacciando la nostra psiche. Tutta colpa di chi si diverte ad alimentare la psicosi, amplificata purtroppo, come sempre in questi casi, dai social. Il mio consiglio è di ignorare le notizie spesso fuorvianti che si leggono sui social network, poiché veicolano solo terrore». Dopo i decessi registrati nel nord Italia e l’aumento dei timori di contagio, «le autorità sanitarie si sono subito attivate per contenere e prevenire la diffusione del virus anche nel nostro Paese», sottolinea. «Ma come in ogni situazione di emergenza, i social sono diventati veicolo di una psicosi collettiva, causata da false segnalazioni e messaggi che invitano a diffidare di quello che viene detto dalle istituzioni».

«Non posso che condividere le parole del sindaco di Bari, Antonio Decaro alla vigilia della Santa Messa con Papa Francesco - aggiunge Gesualdo - ossia che la paura va combattuta con le corrette informazioni e con le conoscenze scientifiche». Invece i social «sono una fonte invitante che dispensa, come dimostra questo caso, una quantità enorme di informazioni sbagliate e che la maggior parte delle persone non riesce a filtrare a causa delle mancate conoscenze». Invita così a ricordare che «c'è gente che approfitta di queste occasioni per far leva sulle nostre umane debolezze e paure. Siate sereni - conclude - e fidatevi solo ed esclusivamente delle informazioni che trovate sui siti internet delle autorità sanitarie nazionali». 

A MATERA ALLESTITA TENDOPOLI - Le tende allestite presso l’ospedale accanto al pronto soccorso di Matera, sono state create in caso di presunta influenza del virus, farebbero i controlli nella tenda senza farli entrare nel pronto soccorso per evitare la contaminazione da coronavirus.

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