Lunedì 20 Maggio 2019 | 12:49

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L'indagine
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L'allarme
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Nel barese
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Magna Grecia Awards
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Intervento eccezionale
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Riflettori puntati
Trani, inchiesta Giancaspro: nuovo stadio in periferia, palazzi al posto del vecchio

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La polemica
No ai soldi della Regione per il «massacro» di Chieuti: ira degli animalisti

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Verso il voto
Lecce, assalto al gazebo Lega in centro: una ragazza contusa. Martedì atteso Salvini

Lecce, assalto a gazebo Lega in centro Identificati da Digos 8 presunti autori 
17enne contusa. Salvini: «Vergogna»

 
Il caso
Arresto Giancaspro: così al Comune di Trani nascevano i bandi su misura

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L'intervista
Ministro Lezzi: «Il Sud con noi sta voltando pagina»

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Il Biancorosso

L'ALLENATORE
Cornacchini: "Daremo battaglia ad AvellinoDimostreremo di essere la squadra più forte"

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Vicino il Cara di Foggia

Incendio baraccopoli a Borgo Mezzanone: morto migrante ustionato

L'incendio è divampato lo scorso 1 novembre alle 4 del mattino: distrutte 4 baracche. La procura ha aperto una inchiesta per omicidio colposo

Incendio baraccopoli a Borgo Mezzanone: morto migrante ustionato

Foto Maizzi

FOGGIA - È morto al policlinico di Bari l'uomo rimasto gravemente ustionato nell’incendio avvenuto all’alba del primo novembre nel ghetto di Borgo Mezzanone, la baraccopoli abusiva sorta a poche decine di chilometri da Foggia. L'uomo si chiamava Bakary Secka: cittadino gambiano è stato identificato attraverso le analisi delle impronte digitali, i cui risultati sono arrivati nella mattina di oggi. C'è ancora incertezza sulla sua data di nascita poiché Secka, in varie foto segnaletiche, avrebbe fornito ogni volta agli inquirenti date diverse. E non è ancora chiaro se l’uomo fosse regolare sul territorio nazionale, né da quanto tempo fosse arrivato in Italia. Attualmente nessun parente della vittima ha contattato gli inquirenti per il riconoscimento della salma.

L’incendio in cui è morto Secka è stato il secondo nella baraccopoli a distanza di due giorni. Su questo secondo rogo la Procura di Foggia ha aperto un fascicolo di inchiesta contro ignoti per reati di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali.
Ieri due pubblici ministeri della Procura, Maria Giuseppina Gravina e Paola De Martino, insieme con i tecnici dei vigili del fuoco e agli agenti della squadra mobile, hanno fatto un sopralluogo nella zona del 'ghettò interessata dal rogo. Sono state effettuate riprese video delle baracche distrutte dalle fiamme per risalire alle cause che hanno scatenato l’incendio. Durante la mattinata di ieri, invece, gli agenti della mobile hanno ascoltato anche tre gambiani residenti nella baraccopoli. Poche le indicazioni fornite agli inquirenti. Tutti, però, hanno affermato di avere perso i documenti di riconoscimento nell’incendio. Le indagini per accertare le cause che hanno scatenato il rogo, il secondo a distanza di due giorni, sono affidate agli agenti della squadra mobile di Foggia.

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