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L’azzurro nega le voci che raccontano dell'esistenza di un patto già siglato ma rilancia: «Sono saltate le regole». E il governatore difende Di Maio

Accordo Cassano-Emiliano? «No, ma parliamo con tutti»

Michele Emiliano

BARI - Si rumoreggia da giorni su un possibile accordo, soprattutto in vista delle prossime regionali, tra il governatore Michele Emiliano e il leader del blocco civico Puglia Popolare, Massimo Cassano. Ieri, però, le voci si sono fatte più insistenti, sottolineando la possibilità di un «patto» già sigillato fra i due in vista della tornata elettorale del 2020.

A smentire la voce, almeno parzialmente, è lo stesso Cassano: «No, non c’è nessun accordo siglato. La nostra posizione è chiara: per quanto riguarda il Comune di Bari, siamo seduti al tavolo con il centrodestra. Per il resto, siamo pronti a dialogare con tutti e ad ascoltare le proposte che ci giungeranno dai diversi interlocutori politici. Quello che faremo più avanti, non lo sappiamo». La linea del blocco civico conservatore, già altre volte accostato a segmenti di centrosinistra vicini al governatore (è il caso di Altamura, poi negato da entrambe le parti), sembra dunque chiara e obbedisce a quella logica «liquida» che contraddistingue le coalizioni in questa fase storica, con particolare riferimento alle competizioni locali.

Nello specifico, Puglia Popolare è impegnata nelle trattative con il centrodestra per la selezione del candidato sindaco baresi che dovrà sfidare Antonio Decaro nel 2019. Domani è fissato il prossimo tavolo, il penultimo di settembre, mese deputato a «rintracciare» l’eventuale candidato capace di compattare il fronte: «Noi ci saremo - conferma Cassano - e speriamo di ottenere risposte convincenti. Bisognerà valutare gli esiti della posizione forte assunta dalla Lega e cercare di capire se la situazione stia evolvendo in senso positivo. In assenza di elementi concreti ognuno sarà libero di fare quello che vuole». Resta però aperta la partita delle primarie, sempre più concreta, sulla quale, però, il leader civico non nasconde i propri dubbi: «Anche qui valuteremo: saranno primarie vere o di disperazione? Servirà una riflessione attenta».

Oltre il tavolo, però, sopravvive la contesa regionale del 2020 e, come ovvio, lì nessuna assise dedicata è stata ancora attivata nel centrodestra (si presume che l’attuale debba continuare la propria missione). E qui Cassano richiama lo «sfarinamento» che segna i conservatori nella fase attuale, soprattutto a livello regionale: «Escludendo la corsa per il Comune di Bari - riprende -, lo scenario è estremamente complesso: e variegato la Lega fra accordi con il Movimento 5 Stelle, Forza Italia con il Pd e dunque anche noi ci sentiamo liberi di dialogare con chi vogliamo. Qui - conclude -, è inutile negarlo, le regole sono saltate ovunque e ognuno fa quello che vuole».

È questa la prospettiva che sembra suggerire la possibilità di un accordo in nome di quelle «geometrie variabili» - non estranee nemmeno al credo politico del governatore - ormai piuttosto ricorrenti a queste latitudini. Come ovvio, dalle parti del Partito democratico nessuno azzarda previsioni: «Gli accordi si fanno tra i partiti e non tra le persone - è il concetto che circola - e quanto ai patti, di qualunque tipo, sarà possibile commentarli sono quando saranno nero su bianco, non prima». 

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