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Gioia del Colle, gara di solidarietà per salvare circo ingabbiato da mini lockdown

Il sindaco ha comunicato a Togni che può restare a Gioia tutto il tempo necessario, senza pagare nessuna tassa di occupazione di suolo pubblico

Gioia del Colle, gara di solidarietà per salvare circo ingabbiato da mini lockdown

GIOIA DEL COLLE - Sono bloccati a Gioia del Colle da tre settimane. «Viene il tempo di fermarsi», canta Renato Zero nel brano «Il circo». Manco a farlo apposta. Ma sotto il loro tendone è arrivata la solidarietà di una città intera.

Un carrozzone di 50 dipendenti, più famiglie con figli al seguito, tra cui bambini piccoli. E ancora 45 animali, di cui 35 cavalli e 14 specie esotiche: zebre, cammelli. E per fortuna non ci sono i leoni. «Li avevamo spostati al sicuro nei nostri allevamenti, altrimenti sarebbe stato un problema ancora più serio», dice Vinicio Togni, anni 63, proprietario del circo «Lidia Togni», uno dei più importanti al mondo, eredità preziosa della sua mamma. Parla con le lacrime agli occhi ringraziando quanti li stanno aiutando. «Non ce lo aspettavamo, siamo davvero commossi».

Ieri mattina sotto il tendone di uno dei circhi più premiati al mondo (tra cui il Festival internazionale di Montecarlo), primo in Italia per qualità, è arrivato l’assessore alla Cultura, Lucio Romano. Ha portato un vassoio di dolci di pasta di mandorla, un simbolo per onorare la domenica, ma soprattutto per far sentire la vicinanza dell’amministrazione («Perché il circo ha un prestigioso valore culturale», dice l’assessore).

Il sindaco, Giovanni Mastrangelo, ha comunicato a Togni che può restare a Gioia tutto il tempo necessario, senza pagare nessuna tassa di occupazione di suolo pubblico. «Cosa non scontata», dice Togni alla «Gazzetta», perché in altre parti d’Italia non è successo. Con l’assessore c’era l’imprenditrice Francesca Di Matera che, insieme ad altre aziende del posto, ha portato nei giorni scorsi cibo agli animali. Foraggio, balle di fieno. E soprattutto c’era Rosanna D’Aprile, presidente del Centro d’Ascolto «Dal Silenzio alla Parola» che insieme alla parrocchia di Santa Lucia ha donato viveri e medicinali.

Una raccolta è stata attivata anche nella parrocchia Immacolata, su mobilitazione di Caritas e catechisti (tutti i giorni dalle 17 alle 19) e dall’associazione «Amici di Carlo» che, prima del Covid, ogni sabato preparava 70 pasti caldi per i bisognosi. «Non vogliamo soldi, accettiamo solo cibo per le nostre famiglie e per gli animali - dice con grande dignità Togni - ma accogliamo l’aiuto solo se non viene sottratto ad altre famiglie che ne hanno bisogno più di noi».

La sua preoccupazione grande sono gli animali: «Ora la situazione è sotto controllo, ma non sappiamo per quanto». Nei giorni scorsi è arrivato anche il sostegno dei veterinari della Asl mentre centro d’ascolto e Comune si stanno mobilitando per le vaccinazioni, soprattutto per gli anziani e i soggetti più fragili.

Togni è addestratore di cavalli. Con lui ci sono la moglie Daniela, anni 38, cilena d’origine, ma da 20 anni in Italia. Hanno tre figli: la 17enne Giorgia volteggia sul trapezio e fa il quarto anno delle superiori. Mattina e pomeriggio si allena almeno per due ore. Poi c’è Vinicio Junior (pugliese a tutti gli effetti dato che è nato all’ospedale «Miulli» di Acquaviva) che ha 15 anni e ama i cavalli come il padre. Anche lui fa la superiori. Perché i figli dei circensi vanno a scuola, cambiando istituto a seconda degli spostamenti, ma ci vanno. Con ottimi risultati. La più piccola, Sofia, ha 5 anni e già inizia a esercitarsi in «spaccate» anche se la carriera di famiglia per tutti non è mai stata una imposizione.

Il circo Togni è in Puglia per un tour che li avrebbe portati in giro per la provincia di Bari e poi anche a Taranto per il periodo natalizio. Ma gli ultimi decreti hanno interrotto tutto e non possono partire. Come puoi tornare a casa quando la tua casa viaggia ogni giorno con te? Una vita itinerante bloccata in uno spiazzo poco fuori città, al di là del ponte della ferrovia, dove le ultime palazzine lasciano spazio alle prime masserie della campagna. Quasi una nemesi per chi è abituato ad essere sempre in giro.

Un contrappasso psicologico difficile da destreggiare. Ma i circensi non si perdono mai d’animo, nel carrozzone «tempo per piangere no, non ce n’è». Continuano ad allenarsi come se si dovesse andare in scena ogni giorno. Soprattutto per farsi trovare pronti quando si potrà ripartire. Con un’intenzione ben precisa: «Al primo spettacolo ospiteremo gratuitamente le famiglie bisognose di Gioia - promette Vinicio Togni - Sarà un modo di dire grazie a questa città che ci ha accolto superando ogni pregiudizio».

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