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Si era sentito male in cella

Sventata evasione
in ospedale a Foggia

Detenuto che doveva essere visitato aggredisce due poliziotti penitenziari

Sventata evasione in ospedale a Foggia

Il primo giorno del 2018 ha rischiato di registrare anche la prima evasione dell’anno: è successo negli ospedali riuniti ed ha visto protagonisti un detenuto che doveva essere sottoposto ad una visita medica urgente e i poliziotti penitenziari che l’hanno rincorso, bloccato e sventato la fuga. La notizia del tentativo di evasione è stata resa nota dal vice segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, Daniele Capone. «Nelle prime ore del pomeriggio di lunedì un detenuto italiano di giovane età, durante una visita urgente presso gli ospedali riuniti di Foggia disposta in base all’articolo 17 dell’ordinamento penitenziario, ha aggredito, spinto e buttato a terra due poliziotti penitenziari» ha detto l’esponente sindacale «tentando così la fuga all’interno del pronto soccorso; soltanto grazie alla professionalità degli agenti in servizio il detenuto è stato rincorso ammanettato scongiurando il peggio».

Il tentativo di fuga nella cittadella ospedaliera è anche oggetto di polemica da parte del sindacato di polizia penitenziaria: «Con la sezione detentiva ospedaliera presso la struttura» (da qualche anno anni sono stati infatti riaperte le celle di sicurezza presso gli ospedali riuniti) «non si comprendono le ragioni» dice ancora Capone «per cui i medici preferiscono avere i detenuti nel pronto soccorso anche per giorni interi, creando un serio e potenziale rischio anche per gli altri pazienti e per i loro familiari».

Proprio gli ospedali riuniti di Fogggia, in questo caso il reparto Maternità, furono teatro di un’evasione che andò in porto la notte del 10 novembre del 2012 e che scatenò una caccia all’uomo sull’asse Foggia-Bari e che si sarebbe conclusa soltanto sei mesi più tardi vicino Brescia con la cattura del ricercato. Protagonista di quella evasione un giovane di Bitonto che era rinchiuso nella casa circondariale del capoluogo dauno da quattro anni (gennaio 2008) con un fine pena nel 2015 in seguito ad una condanna per rapina. Il detenuto-paziente era stato ricoverato in ospedale una prima volta, e piantonato, un paio di settimane prima della fuga, a fine ottobre, per essere sottoposto a intervento chirurgico e quindi essere riportato in cella. Il 4 novembre del 2012 il giovane rapinatore fu riportato in ospedale, nel reparto chirurgia d’urgenza e piantonato costantemente: la notte sul 10 novembre, alle 3.30, riuscì a eludere la sorveglianza dei due poliziotti penitenziari (furono sospesi dal servizio, il loro legale ipotizzò anche che fossero stato narcotizzati con benzodiazepine nella bottiglia dell’acqua) e scappò in pigiama, facendo perdere le proprie tracce: l’allarme fu immediato, ma del rapinatore si persero le tracce, ritrovate solo a distanza di sei mesi con l’arresto nel Nord Italia.

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