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la polemica sui ritardi

«Pista aeroporto, vogliamo
una parola definitiva»

Il sindaco chiama Emiliano, i Cinquestelle: «La Regione assuma le sue responsabilità»

«Pista aeroporto, vogliamo una parola definitiva»

di Massimo Levantaci

«Una parola definitiva» chiede il sindaco sul Gino Lisa. «La Regione si assuma inderogabilmente le sue responsabilità», dice Franco Landella in quella che ha tutta l’aria di essere l’apertura di un confronto da “dentro o fuori” sul destino dell’aeroporto. Le dichiarazioni del neo assessore alla Mobilità, Antonio Nunziante, alla Gazzetta lo scorso 21 agosto hanno lasciato il segno nella comunità che lotta in difesa dello scalo. Quel «devo capire» ha indignato una comunità e anche le istituzioni locali convinte che sulla vicenda fosse stato rimosso ogni ostacolo dopo il via libera al finanziamento di 14 milioni da parte dell’Unione europea per l’allungamento della pista.

Il sindaco sollecita un incontro «con il presidente Emiliano e l’assessore Nunziante» e ricorda: «Fino a quando la pista del nostro aeroporto sarà di dimensioni ridotte non potremo accogliere velivoli di medie dimensioni, sia per i voli di linea che per i voli charter che potrebbero incrementare il turismo in provincia di Foggia». Ieri riunione della società civile e del comitato Vola Gino Lisa allargata alla consigliera regionale Rosa Barone e alle imprese, quella tenuta nella sede della commissione Ambiente e territorio al Comune presenti i consiglieri comunali Pasquale Cataneo, Marcello Sciagura e Vincenzo Rizzi. Per Cataneo, è arrivato il momento di «stabilire un cronoprogramma sulle cose da fare, anche il Comune deve fare la sua parte con le prescrizioni Via (valutazione d’impatto ambientale: ndr) ancora da attuare».

Il problema adesso si chiama 5%, ovvero la percentuale minima di finanziamento privato (pari a circa 700 mila euro) che la Regione, così come ribadito nella nostra intervista dall’assessore Nunziante, ritiene ad oggi di non facile soluzione. Una linea in contrapposizione con quanto deliberato proprio qualche settimana prima dall’ente di via Capruzzi che aveva dato il suo via libera affinchè la quota di finanziamento pubblico fosse estesa dal 75 al 95% dell’ammontare complessivo del finanziamento, a causa della presenza di aree cosiddette remote all’interno della Capitanata (Gargano e monti dauni) non facilmente raggiungibili anche con l’auto. Senza dubbio una dimostrazione di disponibilità da parte della giunta Emiliano, ma ora bisogna fare il resto poichè il regolamento Ue che sblocca i fondi per i piccoli scali è di maggio e la Regione non ha ancora ritirato la vecchia pre-notifica a Bruxelles.

«La Regione - dice Cataneo - continua a ritenere un problema il cofinanziamento al 5%, ma ignora che c’è un gruppo di imprenditori disponibile a mettere mano al portafogli per liberare quelle somme. Ne vogliamo parlare? Possiamo far entrare nella discussione anche Aeroporti di Puglia, gestore dello scalo e primo beneficiario dell’allungamento pista?». «Sembra che ci sia sempre qualcuno o qualche entità - rintuzza il sindaco - puntualmente e periodicamente, decisa a impedire al territorio di Capitanata di usufruire del suo aeroporto, una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo locale. Non si tratta di ‘foggianesimo’ (storico eufemismo coniato da Nichi Vendola a riprova del presunto vittimismo della classe politica foggiana: ndr), ma di rivendicare un diritto sacrosanto per la Capitanata che non può essere ancora penalizzata. La Puglia non finisce a Bari». L’apertura dell’Unione europea sprigiona ora un carico di rivendicazioni che sull’aeroporto sono sedimentate da anni. «Assoaeroporti - riferisce ancora Cataneo - stima il raddoppio del traffico aereo in un orizzonte fino al 2035 di cui si potrebbero giovare proprio i piccoli scali. Perchè la Regione non tiene conti di questi dati?».

Anche il movimento 5 stelle vuole affrontare il nodo politico sullo scalo con Emiliano e l’assessore Nunziante. «Legittimo il tempo chiesto dal neo assessore alla Mobilità per leggere le carte - dice la consigliera Rosa Barone - ma ha in giunta due suoi colleghi foggiani, Di Gioia e Piemontese, con cui può continuamente relazionarsi. Anche a noi è parso che quel prendere tempo significhi soltanto l’ennesimo rinvio nella gestione di questa patata bollente. A questo punto è la politica che deve intervenire - conclude l’esponente del movimento di Grillo - il diritto alla mobilità è uguale per tutti i cittadini, ma questo diritto decade sistematicamente quando bisogna raggiungere le località del Gargano e dei monti dauni. La Regione decida cosa ne vuol fare, assumendosene la responsabilità».

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