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LA SANITA'

Policlinico di Foggia, Covid patologia da «normalizzare»

Policlinico di Foggia, Covid patologia  da «normalizzare»

In corso la riorganizzazione all'ospedale Riuniti di Foggia

Il commissario Pasqualone: «A luglio nuovi percorsi con più assistenza ordinaria all'ospedale»

19 Giugno 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA -  Aumentano i contagi, i ricoveri invece «molto meno» rispetto ai nuovi casi al policlinico di Foggia. Ieri 476 nuove infezioni in Capitanata, la tendenza sembra essere in ripresa anche se il tipo di infezione oggi non richiede necessariamente l'ospedalizzazione. «I pazienti che chiedono di essere ricoverati hanno anche il Covid, ma sostanzialmente si presentano al pronto soccorso per altre patologie», informa il direttore sanitario Franco Mezzadri. In ogni caso nel più grande ospedale foggiano restano i percorsi stabiliti ai tempi dell’emergenza, non è stato modificato granché rispetto alla precedente organizzazione.

Il nuovo pronto soccorso, grazie ai più ampi spazi, favorisce un ripristino graduale dell’assistenza tradizionale: «Dobbiamo evitare che il pronto soccorso venga significativamente occupato dal Covid, non possiamo sacrificare i codici verdi», dice il commissario straordinario Giuseppe Pasqualone. L’obiettivo è dunque «normalizzare» la pandemia, fare in modo che il malato con il Covid possa essere gestito all’interno dei dipartimenti ordinari: «Se la tendenza resta questa (66 ricoveri nell’ultimo fine settimana: ndr) a luglio ci dedicheremo a impostare un’organizzazione diversa rispetto ai due anni di pandemia. Ogni reparto dovrà gestire i propri malati, a seconda della patologia: che poi questi abbiano anche il Covid non sarà un fattore discriminante, il piano di assistenza dovrà essere demandato a un’organizzazione diversa. Ma sostanzialmente i malati Covid non avranno più dipartimenti esclusivi. Andranno ridefiniti i percorsi».

Attualmente per i malati con il Covid sono previsti 12 posti letto nei reparti a indirizzo chirurgico, ostetrico e pediatrico, 21 posti letto in malattie respiratorie, altri 20 in malattie infettive, 24 nel cosiddetto “modulo 3” diretto dal prof. Lo Caputo, 16 in anestesia e rianimazione. «Il policlinico avrà una struttura più flessibile - aggiunge Mezzadri - attualmente i ricoveri per Covid finiscono soprattutto in in malattie infettive, i 21 posti letto del D’Avanzo sono posti flessibili utilizzabili anche per pazienti non Covid. A fronte di impennate del virus, che ovviamente non ci auguriamo, dovremo essere pronti a cambiare».

Intanto il presidio ospedaliero «Tatarella» di Cerignola torna ad essere no Covid. Dopo la Terapia Intensiva, la Regione infatti ha autorizzato la conversione anche degli ultimi 17 posti letto di “area medica” (13 di Medicina Interna e 4 di Semi-intensiva). «La conversione dell’intero plesso ospedaliero in struttura no Covid - informa l’Asl di Foggia - consente il ritorno del “Tatarella” alla operatività a pieno regime. Questo permetterà, di riflesso, di riorganizzare le attività sanitarie su tutto il territorio provinciale, in maniera da rispondere in modo più efficace anche alle esigenze dei mesi estivi. L’eventuale riattivazione dei posti letto Covid sarà assicurata, d’intesa con la Regione, entro un massimo di 72 ore, in caso di necessità, grazie al modello di organizzazione flessibile adottato stabilmente dalla Asl Foggia a partire dai primi mesi della pandemia. Restano garantiti, inoltre: i 4 posti letto Covid della Ginecologia e Ostetricia; i 3 posti letto Covid di Neonatologia-Pediatria; i 3 “posti rene” Covid».

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