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Inaugurare la statua a Celle di San Vito? Il presidente Macron: «Ci penserò»

Inaugurare la statua a Celle di San Vito? Il presidente Macron: «Ci penserò»

La statua di Carlo I d'Angiò

Al sindaco del piccolo comune dauno arriva la risposta del presidente della Repubblica francese

17 Giugno 2022

Redazione online

CELLE DI SAN VITO (Foggia) - Inaugurare la statua di Carlo I D’Angiò? Il presidente Emmanuel Macron non chiude la porta e risponde alla sindaca di Celle San Vito: «Ci penserò». La prima cittadina Palma Maria Giannini ha accolto con stupore e orgoglio la lettera del presidente della Repubblica francese, dopo l'invito a partecipare il 23 luglio prossimo alla cerimonia nel piccolo paese di origini provenzali.

«Vi ringrazio calorosamente, siate certi che il vostro invito è stato preso in considerazione - scrive per conto del presidente il suo capo di Gabinetto, Brice Blondel - sensibile al vostro messaggio, Emmanuel Macron mi ha affidato il compito di ringraziarvi calorosamente e di assicurarvi la sua determinazione a continuare la sua azione in Francia e a livello internazionale per affrontare le nostre sfide comuni. Rinnovando la fiducia nel Capo dello Stato, i francesi hanno mostrato il loro attaccamento a una Francia che continua a parlare al mondo, a difendere i suoi valori universali e a costruire un'Europa più sovrana e umana. Siate certi che il vostro gentile invito è stato preso in considerazione».

«Questa risposta – ha dichiarato entusiasta la sindaca di Celle di San Vito, Palma Maria Giannini - ha inorgoglito e ha riempito di gioia un’intera comunità. Siamo consapevoli che la sua venuta a Celle non ha molte probabilità, ma noi ci spereremo fino alla fine». Carlo I D’Angiò Re di Sicilia, figlio di Luigi VIII di Francia, è il sovrano a cui si fa risalire l’origine di Celle di San Vito, il più piccolo comune della Puglia. Nella seconda metà dell’XIII secolo, Carlo I d’Angiò, dopo aver liberato Lucera dai Saraceni, concesse ai suoi soldati di richiamare le proprie famiglie e stanziarsi, per motivi di sicurezza, presso le cellette dei monaci situate alle pendici di Monte San Vito. Dieci di queste famiglie piantarono in questo posto le proprie radici fondando Celle di San Vito e la sua Comunità che da allora si caratterizzò per l’uso della lingua francoprovenzale.

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