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Droga e affari a San Severo: «Gestivano Lombardi e Di Canito»

San Severo, Il condominio di via Carli

Il condominio di via Carli

Per gli inquirenti erano loro a coordinare le attività del gruppo, a raccogliere gli ordini e a organizzare la cessione. Lo shop dello spaccio nel locale di un condominio già teatro di alcuni omicidi

22 Maggio 2022

Redazione Foggia

SAN SEVERO - Un tenore di vita non giustificato, un’attività di spaccio articolata, con una ragnatela di contatti in un arco di tempo abbastanza lungo per capire - semmai ce ne fosse bisogno - che si trattava di un gruppo ben strutturato e con una capacità di «vendita» abbastanza elevata sul mercato locale della droga.

Sono questi i risultati delle indagini del blitz «Drug Room» messe in campo dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di San Severo e che ha portato alla emissione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei sanseveresi Benito Di Canito, 29 anni; Fabio La Pietra, 21 anni; Alessio Vaglia, 21 anni; Mirko Francesco Largitto, 34 anni; Michele Cristino, 21 anni; ; e Nicola Forte, 40 anni, il più anziano del gruppo. Tra gli indagati figura anche Salvatore Lombardi, 30 anni, ucciso da un minorenne l’8 aprile scorso per fatti non collegati: essendo morto non è stato possibile arrestarlo. Cristino, Di Canito e Forte sono stati raggiunti in carcere dalle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della repubblica dove si trovavano ristretti per altre vicende; Largitto era ai domiciliari. Tutti accusati a vario di titolo di detenzione e spaccio.

Secondo l’accusa a capo del gruppo c’erano Lombardi e Di Canito «promuovendo e organizzando la cooperazione nel reato, nonché dirigendo l’attività delle persone che sono coinvolte» nella detenzione e nello spaccio di cocaina, eroina, marijuana e hashish mentre agli altri indagati - come si evince dalle intercettazioni e dai rilevamenti effettuati dagli investigatori - andrebbero imputati una lunga serie di attività di spaccio. A far scattare le indagini il tenore di vita di Lombardi e Di Canito, nella vita molto legati, proprietari di due costosi Suv (Lombardi lo cedette, a Di Canito è stato sequestrato). Ancora una volta quartier generale dello smercio di sostanze stupefacenti è stato l’ormai famigerato «condominio Far West» di via Carli dove di fatto è domiciliato Di Canito. Un vero e proprio shop dell’illegalità ricavato in un locale di uso comune, adattato con ripiani e spazi per conservare la merce... al dettaglio. E’ qui che i «clienti» si portavano per acquistare la droga, è sempre qui che venivano contattati dai pusher. Ed era qui che si rifornivano dopo i contatti telefonici. Passaggi e momenti che non sono sfuggiti agli inquirenti che hanno messo insieme tassello dopo tassello di questa lunga e laboriosa indagine che ha poi portato all’emissione dei provvedimenti di custodia cautelare in carcere.

Martedì gli indagati saranno ascoltati dal Giudice per le indagini preliminari a cui potranno fornire la loro versione dei fatti. Di Canito, Vaglia, Cristino e Largitto sono difesi dall’avvocato Luigi Marinelli, Forte dall’avvocato Ettore Censano e La Pietra dall’avvocato Matteo Tenace.

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