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In Puglia e Basilicata

agricoltura

Crisi del pomodoro a Foggia: crollano i «trapianti» più alti i costi di produzione

coltivazioni pomodoro

Raddoppiati i prezzi di concimi e fertilizzanti. Gli agricoltori disperati: «Così ci rimettiamo»

07 Maggio 2022

Massimo Levantaci

FOGGIA - Calo del 20% della vendita di piantine, in questo tempo di trapianti è già un dato significativo. La produzione di pomodoro da industria in provincia di Foggia rischia di subire un contraccolpo storico. «Si potrà trapiantare fino a metà giugno - osserva Giuseppe Grasso, presidente di Apo Foggia - ma i costi di produzione, lievitati a dismisura, hanno già cancellato i flebili guadagni di un anno fa». Costo dei concimi raddoppiato, degli antiparassitari triplicato. E la metà del raccolto in Capitanata (su 16mila ettari in media) si fa con acqua di pozzo, dunque occorre azionare le pompe con il gasolio. Anche le macchine per la raccolta sono alimentate a combustibile e il rincaro del petrolio, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, sembra destinato a proseguire la sua corsa. Così molti imprenditori agricoli continuano a fare e rifare conti. Dall’altro capo ci sono le industrie che invece premono per aumentare la produzione.

«L’anno scorso - dice Grasso - le vendite di trasformato sono andate molto bene, i magazzini sono vuoti. Ma a queste condizioni non si riuscirà a chiudere un accordo sul prezzo, come invece forse un po’ frettolosamente hanno fatto al Nord». L’incremento del 18% - rileva Anicav - è il più elevato di sempre. «Non ha precedenti - rileva Bruna Saviotti, coordinatrice del Comitato territoriale del Bacino Nord - legato alla straordinarietà del momento che stiamo vivendo caratterizzato dalle vicende belliche che stanno causando aumenti in campo energetico, dal particolare andamento dell’inflazione nonchè da una importante siccità nel nostro bacino produttivo».

Condizioni inapplicabili nel bacino Sud secondo i produttori foggiani leader di mercato con il 40% di prodotto trasformato. La Coldiretti suggerisce allora di stringere accordi di filiera, che assicurano migliori garanzie di profitto per le imprese, come quello rinnovato quest’anno tra l’associazione dei Berretti gialli e la Princes. «Occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali - dice Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia - con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali».

Tra gli imprenditori foggiani è però cominciata una lenta transizione, dal pomodoro al grano e sono in netta ascesa le imprese decise e riconvertirsi sul girasole che oggi sul mercato assicura rese interessanti. Le industrie fanno pressing sugli incerti, sulla scorta dei buoni guadagni della stagione 2021 molti sono convinti che alla fine un accordo sul prezzo si troverà. «La confusione regna sovrana - risponde Grasso, osservatore di lungo corso e tra i maggiori esperti di trattative sul pomodoro - positivo in ogni caso che gli industriali siano consapevoli che non si può produrre in perdita».
Difficile prevedere come finirà, l’accordo sul prezzo comunque non è strategico se pensiamo a tutte le stagioni in cui la campagna è cominciata senza tariffe. Il problema quest'anno è accettare la scommessa.

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