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Nel foggiano

Borgo Mezzanone, rogo in baracca: migrante muore carbonizzato

Incendio in baracca a Borgo Mezzanone: morto cittadino straniero

Il corpo dell’uomo è stato trovato completamente carbonizzato solo dopo le operazioni di spegnimento del rogo

26 Aprile 2019

Redazione online

È un giovane gambiano di 26 anni la vittima dell’incendio divampato la notte scorsa all’interno del ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Il 26enne era fino a poco tempo fa ospite del Cara - Centro Richiedenti Asilo che si trova esattamente accanto alla baraccopoli abusiva. Il giovane era da qualche mese irregolare in quanto non era stata accolta la sua richiesta di asilo.
Ora gli inquirenti dovranno accertare se il giovane sia morto nel sonno per i fumi sprigionati nell’incendio o per altre cause. Il gambiano è stato ritrovato steso a terra quasi completamente carbonizzato. La baracca era costituita prevalentemente da lamiere e legno. E’ probabile che nei prossimi giorni venga disposta un’autopsia per accertare le cause del decesso.

Si chiamerebbe Samara Saho il gambiano di 26 anni morto nell’incendio di una baracca all’interno del ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Secondo quanto hanno riferito a cronisti ed investigatori alcuni amici della vittima che risiedono nella baraccopoli, il giovane vendeva vestiti nella baracca in cui si è sviluppato il rogo. Gli investigatori stanno compiendo accertamenti sulla effettiva identità della vittima e per individuare le causa dell’incendio che potrebbe essere nato per un corto circuito partito da uno dei tantissimi allacci abusivi alla corrente elettrica che si trovano nella baraccopoli.

SENEGALESE: APPELLO A PAPA FRANCESCO - «Oggi è morto un mio amico. Ho già perso due miei amici tra le fiamme». È quanto riferito ai cronisti da Muhammed Mboob senegalese di 21 anni che, sconvolto per la tragedia nella baraccopoli dei migranti di Borgo Mezzanone, rivolge un appello «al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e a papa Francesco, affinché ci aiutino». «Non possiamo più vivere così - dice -. Noi vogliamo lavorare, non veniamo qui in Italia per fare del male. Chiediamo che ci aiutino con i documenti, perché non si può vivere e morire così».
«Ieri sera ero con lui, ero con mio fratello - racconta ancora sotto choc -. Oggi mi sono svegliato e senza neppure lavarmi il viso e sono corso qui tra le baracche perché ho saputo che era morto».

SALVINI: ELIMINARE GRANDI INSEDIAMENTI - «La tragedia conferma che i grandi insediamenti di stranieri, legali e abusivi, che abbiamo ereditato dalla sinistra erano e sono un problema». Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta la morte di un gambiano nel ghetto di Borgo Mezzanone in seguito ad un incendio. «Abbiamo il dovere - continua - di riportare sicurezza, ordine e legalità continuando con i controlli, gli sgomberi e i progressivi svuotamenti».

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